Svizzera · Economia · Pubblicato il 21. September
Associazioni economiche svizzere: «UBS non venga penalizzata sulle filiali estere»
In una lettera aperta indirizzata ai senatori in vista del dibattito sulle banche sistemiche, Economiesuisse, Usam, Swissmem, Swissholdings e Scienceindustries chiedono condizioni eque per il colosso bancario.

BERNA - Gli ambienti economici svizzeri scendono in campo compatti in vista del dibattito in programma al Consiglio degli Stati sulle normative riguardanti gli istituti bancari di rilevanza sistemica, con particolare riferimento a UBS. In una lettera aperta indirizzata ai senatori e datata 18 settembre 2026, cinque importanti associazioni di categoria — Economiesuisse, Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam), Swissmem, Swissholdings e Scienceindustries — hanno chiesto di non penalizzare il gruppo bancario elvetico rispetto ai concorrenti internazionali.
Le organizzazioni raccomandano di respingere sia la proposta formulata dal Consiglio federale, che richiede una copertura integrale (pari al 100%) con fondi propri per le filiali estere degli istituti, sia l'alternativa sostenuta da una minoranza parlamentare, che riduce al 90% il fabbisogno di finanziamento in fondi propri. Le associazioni si dicono invece favorevoli a fissare una quota del 50%.

Secondo quanto espresso dai firmatari nella lettera, le prime due opzioni sul tavolo «vanno ben oltre i requisiti applicabili in piazze finanziarie comparabili come gli Stati Uniti, l'Unione europea e il Regno Unito». Tali requisiti supplementari finirebbero per svantaggiare l'istituto finanziario elvetico a livello globale.
A parere delle associazioni economiche, UBS — che da sola rappresenta circa il 30% della piazza finanziaria elvetica — necessita di condizioni quadro stabili che le consentano di continuare a operare in modo competitivo con sede nella Confederazione. Il dibattito parlamentare all'Assemblea federale entrerà nel vivo a metà settimana.
Quelle: Economiesuisse, Usam, Swissmem, Swissholdings e Scienceindustries ↗