Svizzera · Economia · Cultura · Pubblicato il 11. September
Aziende e scuola, allarme sulle competenze di scrittura tra i giovani
Le associazioni padronali e i dati PISA evidenziano lacune crescenti in ortografia e sintassi tra gli apprendisti elvetici.

Le aziende svizzere segnalano un calo progressivo nelle competenze di scrittura, ortografia e sintassi tra i giovani apprendisti, mentre l'uso intensivo dell'intelligenza artificiale rischia di accelerare l'indebolimento delle capacità di analisi linguistica. I dati emergono da un recente sondaggio condotto congiuntamente da Economiesuisse, dall'Unione svizzera degli imprenditori e dall'Unione svizzera delle arti e mestieri, oltre che dai risultati dell'indagine PISA 2025 pubblicati nei giorni scorsi.
Il fenomeno riguarda in modo diffuso le nuove generazioni ed è confermato dal mondo accademico. Come spiegato da Florence Epars, docente di didattica del francese all'Alta Scuola pedagogica del Canton Vaud, si osserva effettivamente una diminuzione generale del livello in ortografia, grammatica e sintassi negli ultimi anni, un calo che tocca perfino i futuri insegnanti della scuola primaria. La diffusione di correttori automatici e assistenti digitali corregge le bozze in superficie, senza però sviluppare la capacità critica di analizzare il funzionamento della lingua.

Per il tessuto economico elvetico, una solida padronanza della lingua scritta rimane un requisito fondamentale. Marco Taddei, responsabile per la Svizzera romanda dell'Unione padronale svizzera, sottolinea come la scrittura sia onnipresente nel mondo del lavoro quotidiano, dalle e-mail alle presentazioni ufficiali e alle direttive interne, rappresentando un vero e proprio biglietto da visita per le imprese. Dello stesso avviso è Christophe Nydegger, presidente della Conferenza svizzera degli uffici di formazione professionale, il quale evidenzia come la correttezza formale sia particolarmente cruciale per gli apprendisti del settore commerciale, pur riconoscendo ai giovani ottime capacità di adattamento e padronanza degli strumenti digitali.
L'insidia principale legata all'uso incontrollato delle nuove tecnologie risiede nel rischio di delegare all'intelligenza artificiale anche il pensiero e la struttura del ragionamento. Secondo gli esperti, sebbene l'IA possa essere impiegata utilmente per individuare errori o ripassare regole grammaticali, la responsabilità del filo argomentativo deve rimanere umana. Senza una conoscenza di base solida, concludono i pedagogisti, diventa peraltro impossibile verificare se le spiegazioni o le correzioni fornite dai software siano effettivamente corrette.