Svizzera · Pubblicato il 22. Oktober
Berna, il Consiglio federale dice no all’iniziativa sui fuochi d’artificio
Il 29 novembre 2026 si voterà sui limiti ai fuochi rumorosi. Governo e Parlamento invitano a respingere la proposta; i promotori chiedono norme nazionali per proteggere persone e animali.

Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio», sulla quale si voterà il 29 novembre 2026. Il DATEC ha pubblicato oggi la documentazione che illustra il no del Governo, presentato dal consigliere federale Albert Rösti.
Per l’Esecutivo, le regole attuali permettono già di contenere i disagi: Cantoni e Comuni possono limitare o vietare vendita e uso, anche in caso di siccità. Il Governo riconosce le conseguenze negative per persone, animali e ambiente, ma giudica eccessivo il divieto proposto e richiama il valore delle tradizioni del 1° agosto e di Capodanno.
Il testo chiede di proibire la vendita e l’uso dei fuochi rumorosi. Non definisce però quali prodotti rientrerebbero nel divieto. Per le manifestazioni d’importanza sovraregionale sarebbero possibili deroghe cantonali; secondo i promotori, i prodotti poco rumorosi, come bengala e vulcani, continuerebbero a essere consentiti.
La raccomandazione delle Camere è riportata nell’opuscolo federale: al Consiglio nazionale si sono espressi 131 no, 50 sì e 18 astensioni; al Consiglio degli Stati 40 no, 3 sì e 1 astensione. Sono voti parlamentari, distinti dalla consultazione popolare ancora da svolgere.

Il comitato d’iniziativa sostiene invece che servano regole uniformi per proteggere persone, animali e ambiente. Negli argomenti pubblicati nell’opuscolo mette al centro il disturbo e lo stress causati dai botti privati, che possono protrarsi prima e dopo le festività.
Se l’iniziativa fosse accettata, il divieto dei fuochi rumorosi sarebbe sancito nella Costituzione federale e varrebbe su tutto il territorio nazionale. Le disposizioni d’esecuzione dovrebbero entrare in vigore entro due anni dall’accettazione da parte del Popolo e dei Cantoni.
Quelle: DATEC — dossier pubblicato il 22 ottobre 2026 ↗ · Cancelleria federale — dossier della votazione ↗ · Cancelleria federale — spiegazioni di voto, pagine 7 e 30–35 ↗