Svizzera · Pubblicato il 2. November
Caso RUAG, confronto sul voto federale sul materiale bellico
Wermuth contesta l’allentamento delle regole; Binder-Keller separa il caso dalla riforma. Si vota il 29 novembre.

BERNA — Il caso RUAG entra nel confronto sulla modifica della legge federale sul materiale bellico, in votazione il 29 novembre 2026. Nelle dichiarazioni raccolte da Blick, il copresidente del PS Cédric Wermuth considera la vicenda un argomento contro l’allentamento delle regole; la consigliera agli Stati del Centro Marianne Binder-Keller respinge il collegamento con la riforma.
RUAG ha annunciato il 30 ottobre la conclusione dell’indagine avviata nell’agosto 2023 con il sostegno dello studio Niederer Kraft Frey. L’azienda riferisce di denunce penali e di una richiesta di risarcimento di circa 51 milioni di euro contro dieci persone. I procedimenti sono ancora pendenti: per gli interessati vale la presunzione d’innocenza.

Secondo il DDPS, l’indagine ha evidenziato gravi irregolarità e indizi di possibili reati. Martin Pfister ha condannato gli episodi e incaricato un gruppo di lavoro di approfondire le responsabilità, il ruolo della Confederazione come proprietaria e l’adeguatezza delle misure adottate dall’azienda.
La revisione sottoposta al voto consentirebbe esportazioni verso Stati partner coinvolti in un conflitto armato, purché compatibili con la neutralità e gli interessi di politica estera o di sicurezza svizzeri. Come spiega il portale federale, in circostanze straordinarie il Governo potrebbe derogare ai criteri di autorizzazione per salvaguardare gli interessi nazionali. Le autorizzazioni dovrebbero comunque rispettare gli impegni internazionali.
Interpellato da Blick, Wermuth sostiene che le irregolarità dimostrino il rischio di concedere maggiore discrezionalità al Consiglio federale e chiede un controllo esterno al DDPS. Binder-Keller distingue invece le violazioni emerse dal contenuto della legge: a suo giudizio, la trasparenza con cui il Governo affronta il caso contribuisce a ricostruire la fiducia. Anche Wermuth valuta positivamente la pubblicazione del rapporto.
Consiglio federale e Parlamento raccomandano il sì alla modifica, sostenendo la necessità di mantenere un’industria degli armamenti competitiva per la difesa del Paese. Il comitato referendario invita al no, denunciando rischi per sicurezza e neutralità. La decisione spetta alle urne.
Quelle: RUAG — comunicato del 30 ottobre 2026 ↗ · DDPS — misure sul caso RUAG ↗ · Consiglio federale — votazione sul materiale bellico ↗ · Blick — dichiarazioni raccolte da Janic Urech e Daniel Ballmer (secondaria) ↗