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Ticino · Pubblicato il 17. September

Caso Zali, Norman Gobbi prende la parola: «Nessun elemento di reati sessuali nelle segnalazioni del 2021»

Il consigliere di Stato leghista chiarisce i contatti avuti con la 52enne deceduta a Melide e respinge le ricostruzioni sulle reticenze del Governo cantonale.

Il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi (foto d'archivio).
Il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi (foto d'archivio). · Cancelleria dello Stato Ticino / Wikimedia Commons, CC BY 4.0

BELLINZONA — Il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi ha preso la parola per fare chiarezza in merito alle notizie e alle ricostruzioni emerse sul «caso Zali». Attraverso una nota trasmessa agli organi di stampa, il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha voluto precisare la natura e il contenuto delle comunicazioni ricevute nel settembre 2021 da parte della donna 52enne tragicamente deceduta a Melide, respingendo le insinuazioni apparse sui media locali circa presunti silenzi o omissioni istituzionali.

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Secondo quanto dettagliato da Gobbi, la donna lo aveva contattato una prima volta all'inizio di settembre 2021 mediante un messaggio privato inviato sui social media. In quell'occasione, la segnalante lo aveva informato di aver già sporto denuncia penale nei confronti del collega di Governo Claudio Zali, senza tuttavia precisare la natura o i dettagli dei fatti contestati. Trattandosi di una segnalazione che risultava già formalmente presentata e sottoposta all'autorità giudiziaria competente, la questione non richiedeva ulteriori trasmissioni d'ufficio.

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Un secondo contatto si è verificato alla fine dello stesso mese di settembre 2021 attraverso un messaggio di posta elettronica. Nella mail, la signora chiedeva a Gobbi di intervenire presso Zali affinché quest'ultimo le formulasse delle scuse scritte, aggiungendo di aver informato della vicenda anche la redazione del quotidiano laRegione e manifestando l'intenzione di rendere pubblici gli avvenimenti. Gobbi ha evidenziato che in nessuna delle due comunicazioni venivano indicati o ipotizzati reati di natura sessuale o perseguibili d'ufficio. La questione era stata successivamente oggetto di una discussione interna alla Lega dei Ticinesi, durante la quale Claudio Zali aveva escluso la sussistenza di fatti penalmente rilevanti, riconducendo il tutto alla propria sfera personale.

Norman Gobbi ha ribadito di non aver mai ricevuto altre segnalazioni o comunicazioni da parte della Magistratura relative a procedimenti pendenti legati a quei fatti. «Contesto fermamente le ricostruzioni recentemente pubblicate e ribadisco che le informazioni da me ricevute nel 2021 non contenevano alcun elemento che potesse far ipotizzare la commissione di reati di natura sessuale o comunque perseguibili d’ufficio», ha concluso il consigliere di Stato, sottolineando come la precisazione si sia resa necessaria per rappresentare in modo corretto e fedele le informazioni in suo possesso.

Quelle: Norman Gobbi / Ticinonline

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