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Ticino · Economia · Pubblicato il 16. September

Chiasso, Pozzo Prà Tiro verso la resa dei conti?

Tutti i membri della Commissione della gestione chiedono chiarezza al Municipio sul futuro dello storico pozzo idrico di fronte all attivazione dell Acquedotto regionale del Mendrisiotto.

Vista del comune di Chiasso. Il futuro del Pozzo Prà Tiro è al centro di un interrogazione municipale (foto d archivio).
Vista del comune di Chiasso. Il futuro del Pozzo Prà Tiro è al centro di un interrogazione municipale (foto d archivio). · G2, Public domain, via Wikimedia Commons

In funzione dal 1942 per l approvvigionamento idrico della città, il Pozzo Prà Tiro di Chiasso si trova di fronte a una svolta decisiva. Con l attivazione della tappa a lago dell Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM), prevista a partire dall aprile 2027, l esecutivo comunatorio dovrà definire le sorti della storica captazione. Tutti i membri della Commissione della gestione di Chiasso hanno infatti inoltrato un interrogazione al Municipio per chiedere chiarezza sulla dismissione dall uso potabile, sulla tutela della falda e sulla possibilità di conservare l infrastruttura come riserva strategica.

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La nuova rete regionale mira a garantire un sistema più interconnesso e meno vulnerabile alla siccità e al degrado delle falde locali. Attualmente il Pozzo Prà Tiro richiede il trattamento dell acqua mediante filtri a carbone attivo per eliminare i PFOS, un operazione che comporta costi supplementari e rigidi controlli di qualità. Per la Commissione della gestione, l eventuale dismissione dalla rete idropotabile rientra nella pianificazione regionale, ma non deve tradursi automaticamente in una rinuncia definitiva al pozzo.

Infografica: Chiasso, Pozzo Prà Tiro verso la resa dei conti?
Infografica ti-web.ch

I commissari sottolineano come la nuova legislazione cantonale permetta captazioni provvisorie in situazioni eccezionali, come periodi di siccità prolungata, inquinamenti, guasti o blackout. L interrogazione richiama inoltre i confronti avuti tra ARM, Servizio idrico del Basso Mendrisiotto e Dipartimento del territorio, ricordando come il Cantone abbia indicato l iter seguito per i pozzi di San Martino a Mendrisio quale riferimento per l abrogazione del Piano di protezione delle acque sotterranee.

Se l uso potabile dovesse cessare, la Commissione invita a valutare la tutela del comparto tramite il Piano regolatore, per evitare sia una demolizione irreversibile sia la concessione di impieghi alternativi senza adeguate verifiche. Eventuali usi irrigui o industriali richiederebbero infatti approfondimenti specifici sui rischi di dispersione degli inquinanti nel suolo.

L atto politico, firmato dai nove membri della Commissione (Claudio Schneeberger, Amedeo Mapelli, Renato Banditelli, Daniele Godenzi, Davide Rampoldi, Andrea Mini, Kavashar Ratnam, Patrizia Baumgartner e Patricia Wasser), articola le richieste al Municipio in sei punti chiave: dalla strategia temporale e l esito delle consultazioni cantonali, ai costi di mantenimento come riserva di emergenza, fino al monitoraggio futuro dei microinquinanti e alla fattibilità di valorizzazioni energetiche o alternative.

Quelle: tio.ch / Commissione della Gestione di Chiasso (secondaria)

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