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Sport · Svizzera · Pubblicato il 16. September

Clash, ultimatum e addii: quando i calciatori dicono addio alla Nazionale

Dalla decisione di Noah Okafor fino ai casi storici di Ibrahimovic, Courtois e Gullit: le rotte di collisione più celebri tra campioni e commissari tecnici.

Thibaut Courtois ai Mondiali 2022. Il portiere belga è tra i protagonisti dei casi di rottura con la propria Nazionale.
Thibaut Courtois ai Mondiali 2022. Il portiere belga è tra i protagonisti dei casi di rottura con la propria Nazionale. · Hossein Zohrevand / Wikimedia Commons, CC BY 4.0

L'annuncio di Noah Okafor di non voler più vestire la maglia della Nazionale svizzera finché Murat Yakin rimarrà alla guida della selezione ha riaperto il dibattito sui rapporti complessi tra calciatori e commissari tecnici. L'attaccante ha motivato la propria scelta citando una rottura della fiducia, promesse non mantenute e un trattamento ritenuto irrispettoso durante i Mondiali e nelle successive convocazioni. Il caso del giocatore elvetico non rappresenta tuttavia un unicum nel panorama calcistico internazionale.

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Un episodio analogo e recente riguarda il portiere del Real Madrid Thibaut Courtois. Nel corso del 2024, l'estremo difensore aveva dichiarato la propria indisponibilità a giocare per il Belgio sotto la gestione di Domenico Tedesco, in seguito a divergenze legate alla gestione della fascia di capitano durante le qualificazioni all'Euro 2024. Soltanto dopo il cambio alla guida tecnica della selezione belga all'inizio del 2025, Courtois è tornato a vestire la maglia dei Diavoli Rossi.

Tensioni e decisioni drastiche hanno caratterizzato anche la carriera di Hakim Ziyech con il Marocco. Nel 2022, l'esterno offensivo aveva annunciato l'addio alla rappresentativa nazionale a seguito di un lungo scontro pubblico con il commissario tecnico Vahid Halilhodzic, che lo aveva accusato di mancanze disciplinari. Ziyech si è poi riaggregato al gruppo squadra circa un anno più tardi, a seguito della sostituzione del selezionatore.

Tra i precedenti storici figura anche Zlatan Ibrahimovic, che nel 2006 scelse di boicottare le convocazioni della Svezia per circa sei mesi dopo essere stato allontanato dal ritiro dal tecnico Lars Lagerbäck per il ritardo nel rientro in hotel. Retroscena singolari accompagnano pure l'esclusione di Fernando Redondo dall'Argentina nel 1994 a causa delle disposizioni del ct Daniel Passarella sul taglio dei capelli, così come l'addio di Ruud Gullit all'Olanda nel 1994 prima dei Mondiali per disaccordi tattici con Dick Advocaat.

Quelle: Watson Sport Svizzera (secondaria) · RSI Sport (secondaria)

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