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Ticino · Pubblicato il 15. September

Gnocchi da casa per il bimbo al grotto, scoppia la lite col gerente

Discussione accesa in un locale del Bellinzonese: un padre porta la cena da casa per il figlio di due anni e il ristoratore si rifiuta di servire la comitiva.

I tavoli esterni di un tipico grotto ticinese (foto d'archivio)
I tavoli esterni di un tipico grotto ticinese (foto d'archivio) · Christian David / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BELLINZONESE - Doveva essere una tranquilla cena in famiglia con cinque adulti e un bambino di due anni. La serata trascorso in un grotto del Bellinzonese si è invece trasformata in un acceso confronto con il gerente, culminato nel rifiuto del locale di servire i piatti principali alla comitiva.

▶ Il servizio video di ti-web.ch

Il diverbio è scattato quando il padre del piccolo ha estratto una porzione di gnocchi freddi preparati a casa, spiegando che nel menù del grotto non vi erano opzioni adatte a un bimbo di due anni. Il gerente è però intervenuto contestando la presenza di cibo portato da fuori e sottolineando che la struttura non è destinata ai picnic. Di fronte alle proteste del genitore, l'esercente ha deciso di interrompere il servizio subito dopo gli antipasti, nonostante la comitiva avesse già consumato circa 150 franchi ed fosse pronta a spendere complessivamente oltre 300 franchi.

Il cliente ha espresso forte rammarico per le modalità della comunicazione: pur comprendendo le regole del locale, il padre ha evidenziato che la discussione è rimasta esclusivamente sul piano verbale e di essere stato persino disposto a lasciare una mancia di 30 franchi per il disturbo. Da parte sua, il gerente ha ribadito la necessità di far rispettare il regolamento della ristorazione, sostenendo che l'atteggiamento del cliente si fosse alterato in modo inaccettabile dopo il primo richiamo.

Sulla vicenda è intervenuto anche Massimo Suter, presidente di GastroTicino, che ha definito il caso surreale ed evocato l'importanza del buonsenso nella gestione della clientela. Secondo Suter, in assenza di un menù dedicato ai più piccoli è del tutto comprensibile che i genitori provvedano autonomamente per i bimbi in tenera età. Il presidente dei ristoratori ha quindi auspicato maggiore flessibilità e dialogo tra esercenti e famiglie per evitare il sorgere di simili tensioni.

Quelle: tio.ch (secondaria)

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