Svizzera · Pubblicato il 13. September
In Svizzera andare in bicicletta è due volte più pericoloso che nei Paesi Bassi
Un nuovo studio elvetico-olandese rivela che il tasso di incidenti ciclistici in Svizzera supera del doppio quello olandese: le infrastrutture, le fermate dei trasporti pubblici e la gestione degli incroci rappresentano le criticità principali.

ZURIGO - Andare in bicicletta in Svizzera è due volte più pericoloso che nei Paesi Bassi. Lo rivela un nuovo studio condotto dai ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e dell'Università di Twente a Enschede, pubblicato sul «Journal of Safety Research». L'analisi si basa sui dati di oltre 86'000 sinistri stradali registrati dalle forze di polizia.
Tra il 2019 e il 2022, in Svizzera si è osservata una media di 0,19 incidenti ciclistici ogni 100'000 chilometri percorsi, a fronte di 0,09 nei Paesi Bassi. A fare la differenza principale, secondo gli esperti, è la concezione delle infrastrutture viarie e il modo in cui i ciclisti interagiscono con gli altri utenti della strada.

Nel nostro Paese i punti di maggiore criticità si concentrano alle fermate dei mezzi pubblici, lungo i binari del tram e presso gli incroci viari. Come spiegato dal primo autore dello studio Georgios Kapousizis, nelle città svizzere i ciclisti transitano frequentemente davanti agli autobus o ai passeggeri in attesa, mentre il modello olandese prevede corsie ciclabili separate che corrono dietro le fermate, riducendo le interferenze con auto e pedoni.
Per migliorare la sicurezza complessiva, gli studiosi suggeriscono l'adozione di soluzioni infrastrutturali già collaudate, come la protezione delle intersezioni, semafori dedicati e interventi sui binari del tram per evitare il blocco delle ruote. Si raccomanda inoltre una riduzione delle velocità urbane: sulle strade con limite a 50 km/h il rischio di incidente risulta quasi tre volte superiore rispetto alle zone con limite a 30 km/h.