Svizzera · Economia · Pubblicato il 19. September
«L'UDC si inserisce pienamente nella destra populista europea»
Il politologo Simon Bornschier analizza le affinità e le differenze tra il primo partito svizzero e la formazione tedesca AfD, evidenziando il rispetto dell'ordine costituzionale.

L'Unione Democratica di Centro (UDC) non costituisce un'eccezione nella galassia nazionalista e conservatrice europea, ma si inserisce a pieno titolo nella destra populista radicale. È l'analisi espressa dal politologo Simon Bornschier, docente all'Università di Zurigo, in un intervento diffuso dall'agenzia Keystone-ATS e riportato da laRegione.
La riflessione arriva a seguito delle dichiarazioni del consigliere agli Stati bernese Werner Salzmann (UDC), il quale alla radio germanofona SRF aveva preso le distanze dall'AfD tedesca dopo i recenti successi elettorali in Sassonia-Anhalt, sottolineando «notevoli differenze» tra i due schieramenti. Secondo Bornschier, pur essendoci distinzioni, l'UDC non si differenzia a livello europeo come una forza particolarmente moderata.
Sotto il profilo della radicalità, l'esperto evidenzia che l'UDC mostra un chiaro rispetto per l'ordine liberale e democratico sancito dalla Costituzione svizzera, elemento che solleva invece maggiori interrogativi nel caso dell'AfD. Sul fronte della politica migratoria, Salzmann ha sostenuto la linea di un'immigrazione controllata al servizio dell'economia, evitando il termine «remigrazione». Tuttavia, Bornschier rileva come l'interpretazione di tale espressione in alcuni ambienti tedeschi non si discosti in modo significativo dall'iniziativa UDC per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati.
Inoltre, le ricerche condotte sulle dinamiche di governo mostrano che la partecipazione dell'UDC negli esecutivi svizzeri non ha portato a una spinta verso la moderazione, né ha intaccato la popolarità del partito. Secondo il politologo, il sistema di democrazia diretta e la concordanza favoriscono la formazione democentrista, permettendole di mobilitare con successo circa un terzo della popolazione e di ottenere maggioranze superiori alla propria forza elettorale.