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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 16. September

Magistratura dei minorenni nella Procura: il governo non esclude l’accorpamento

Rispondendo in Gran Consiglio a un’interpellanza dell’MPS, la presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti ha aperto alla possibilità di integrare la Giustizia giovanile nel Ministero pubblico.

Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Governo e del Gran Consiglio ticinese.
Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Governo e del Gran Consiglio ticinese. · Tilman2007 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Un’unica autorità giudiziaria di perseguimento penale sia per gli adulti che per i minorenni: il Consiglio di Stato ticinese non esclude la possibilità di integrare la Magistratura dei minorenni all’interno del Ministero pubblico, trasformandola in una terza sezione specialistica accanto a quelle già esistenti per i reati finanziari e di polizia. Lo ha riferito oggi in parlamento la presidente dell’Esecutivo Marina Carobbio Guscetti, rispondendo a un’interpellanza inoltrata dai deputati dell’MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini.

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La proposta puntava a verificare se una riorganizzazione organica potesse contribuire a risolvere la carenza di personale che interessa da tempo la Magistratura dei minori. Pur riconoscendo l’esigenza di un potenziamento dell’ufficio, Carobbio non si è sbilanciata sui dettagli operativi, precisando che gli approfondimenti su accorpamento e sinergie saranno effettuati dal Consiglio di Stato nella sua nuova composizione, quando subentrerà il neo-eletto Piero Marchesi.

Durante la seduta si è fatto il punto anche sul tema della revisione delle procedure di nomina dei magistrati. Il Dipartimento delle istituzioni, tramite la Divisione della giustizia, ha avviato la consultazione prescritta sull’iniziativa parlamentare presentata da Fiorenzo Dadò (Il Centro) e Alessandro Speziali (PLR). La proposta prevede l’introduzione di esami scritti, orali e di un assessment per i nuovi candidati, oltre all’abrogazione del diritto d’opzione per i giudici del Tribunale d’appello.

Il coinvolgimento e l’ascolto delle autorità giudiziarie nella formazione delle norme organizzative risponde a una sollecitudine già espressa dalla magistratura stessa. Una volta conclusa la fase di consultazione, spetterà all’Esecutivo cantonale formalizzare la propria presa di posizione formale da sottoporre al Gran Consiglio.

Quelle: laRegione / Gran Consiglio (secondaria)

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