Svizzera · Economia · Pubblicato il 14. September
Maternità surrogata, l'appello da Zurigo: «Servono regole e tutele per i nati all'estero»
La consigliera di Stato Jacqueline Fehr sollecita un nuovo approccio normativo di fronte all'aumento dei casi registrati nel Cantone.

ZURIGO - La ministra della giustizia del Canton Zurigo, Jacqueline Fehr (PS), ha lanciato un appello per definire un nuovo approccio normativo alla maternità surrogata, pratica vietata in Svizzera. Di fronte al costante aumento dei cittadini elvetici che vi fanno ricorso all'estero, le autorità cantonali sottolineano la necessità di tutelare in primo luogo i diritti e l'identità dei bambini al momento del loro arrivo nel Paese.
Nonostante il divieto costituzionale e legale in vigore in Svizzera, il solo Canton Zurigo ha già registrato 18 casi dall'inizio dell'anno, dopo i 27 casi del 2025. Come riferito dai vertici del Dipartimento cantonale di giustizia e dell'interno durante un incontro con i media, il numero effettivo di casi risulterebbe ben più elevato a causa di accordi non dichiarati.

I futuri genitori stipulano contratti di maternità surrogata in Paesi in cui la pratica è consentita, in particolare negli Stati Uniti o in Ucraina. All'ingresso del neonato in Svizzera si registrano complesse problematiche giuridiche: in taluni casi i genitori tentano di nascondere le modalità della nascita, mentre in altri risulta impossibile accertare con chiarezza la filiazione genetica, compromettendo il diritto del minore a conoscere le proprie origini.
Per Jacqueline Fehr la normativa attuale si rivela insufficiente ad affrontare un fenomeno destinato a crescere a causa dei continui progressi della medicina riproduttiva. Sebbene la competenza legislativa spetti al Parlamento federale, il responsabile degli uffici di stato civile del Canton Zurigo, Markus Stoll, ha ricordato che nell'immediato sarà una pronuncia del Tribunale federale a tracciare la giurisprudenza e le modalità operative per le amministrazioni pubbliche.