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Svizzera · Economia · Pubblicato il 23. September

No agli aiuti d'emergenza federali per le catastrofi naturali

Il Consiglio nazionale respinge la mozione che chiedeva un fondo di sostegno rapido della Confederazione per i Comuni e Cantoni colpiti da calamità.

Il Palazzo federale a Berna, sede del Parlamento e del Consiglio federale.
Il Palazzo federale a Berna, sede del Parlamento e del Consiglio federale. · August Geyler / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BERNA - La Confederazione non finanzierà, per ora, misure e aiuti d'emergenza diretti in caso di catastrofi naturali. Il Consiglio nazionale ha respinto con 101 voti contrari, 93 favorevoli e 3 astenuti una mozione del Consiglio degli Stati che chiedeva di introdurre una base legale per questo tipo di sostegno finanziario straordinario a Cantoni e Comuni.

Durante il dibattito, il relatore della commissione Nicolas Kolly (UDC/GR) ha riconosciuto che eventi eccezionali come la frana di Blatten nel 2025 o le alluvioni del 2024 in Mesolcina e Vallemaggia comportano oneri finanziari considerevoli per i territori colpiti. Tuttavia, Kolly ha sottolineato che la gestione dei disastri spetta in primo luogo ai Cantoni e che la Confederazione dispone già degli strumenti per intervenire nell'ambito delle sue competenze attuali.

Anche il Consiglio federale si è opposto alla proposta. Il ministro dell'ambiente Albert Rösti ha spiegato che l'esecutivo sta già elaborando un rapporto per verificare se sia necessario completare le basi legali per un intervento rapido in caso di catastrofe, evitando di creare una legge preventiva prima di averne chiarito l'effettiva necessità.

Rispondendo a una domanda del consigliere nazionale ticinese Bruno Storni (PS), il consigliere federale Rösti ha confermato che il messaggio governativo sugli aiuti straordinari specifici per le alluvioni del 2024 in Vallemaggia, Mesolcina e Vallese dovrebbe essere adottato nel mese di novembre.

Quelle: Ticinonline (secondaria)

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