Economia · Svizzera · Pubblicato il 23. September
Per il cioccolato arrivano i primi segnali di ripresa
Il calo dei prezzi del cacao e la crescita della lavorazione mondiale lasciano intravedere un'inversione di tendenza per il settore elvetico.

ZURIGO - Segnali di ripresa nel settore del cioccolato, dopo due anni difficili: i prezzi del cacao sono nettamente calati dai livelli record che avevano raggiunto e per la prima volta da tempo emergono indicazioni di un rialzo della domanda. Gli analisti della banca Vontobel vedono il settore vicino a un possibile punto di svolta.
«Crediamo che il punto più basso dei volumi di vendita sia ormai alle spalle», scrivono gli esperti in uno studio sul ramo pubblicato oggi. Si tratta ancora di una ripresa in fase iniziale, ma i dati più recenti suggeriscono che il tanto atteso miglioramento della domanda di cioccolato potrebbe essere in arrivo.
La crisi era stata innescata da un'impennata storica del corso della materia prima principale: nel 2024 il prezzo del cacao era salito temporaneamente a oltre 10'000 sterline per tonnellata (11'000 franchi al cambio attuale; la quotazione avviene a Londra). Cattivi raccolti in Africa occidentale, malattie delle piante e alberi invecchiati avevano ridotto l'offerta. Le speculazioni sui mercati delle materie prime avevano inoltre amplificato il movimento.
I produttori come Lindt & Sprüngli hanno reagito con massicci aumenti di prezzo: dal 2024 i principali fornitori hanno rincarato i prodotti cumulativamente del 25-50%, secondo Vontobel. Ciò ha pesato sempre più sulla domanda: i consumatori hanno scelto più spesso marchi più economici.
Quanto forte sia stato lo shock per il settore elvetico lo mostrano i numeri dell'associazione di categoria Chocosuisse. Nel 2025 le quantità cioccolato svizzero vendute sono scese del 7,9%, nell'export addirittura del 9,3%. Allo stesso tempo il fatturato è aumentato dell'11,8% a causa dei prezzi più alti. Il consumo pro capite si è ridotto del 2,7%.

Ora si profila un allentamento della tensione. Il prezzo del cacao è intorno a 4500 sterline, circa il doppio della media storica, ma circa il 60% sotto il massimo. Allo stesso tempo la macinazione mondiale di cacao è cresciuta nel secondo trimestre 2026 per la prima volta dopo sei cali consecutivi. Questo fattore è considerato un importante indicatore anticipatore della domanda di cioccolato.
Un segnale concreto è arrivato anche dal produttore svizzero Barry Callebaut: nel terzo trimestre dell'esercizio 2025/26 i suoi volumi sono aumentati del 5,7%; si è trattato della prima crescita in due anni. Anche presso Lindt & Sprüngli la speranza del management è di un ritorno alla crescita dei volumi nel 2027: nel primo semestre 2026 il giro d'affari è cresciuto organicamente del 4,3%, ma l'incremento è stato ancora trainato soprattutto dagli aumenti di prezzo.
La crisi non è però del tutto superata, secondo gli specialisti di Vontobel. Il fenomeno meteorologico El Niño, che quest'anno e il prossimo dovrebbe essere insolitamente forte, potrebbe danneggiare gravemente il raccolto di cacao in Africa occidentale. Costa d'Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun rappresentano insieme circa tre quarti della produzione mondiale. A differenza di altre materie prime agricole, le perdite difficilmente possono essere compensate da altre regioni. Vontobel si aspetta quindi ancora forti oscillazioni.
Quelle: Ats / Vontobel / Chocosuisse via tio.ch (secondaria) ↗