Ticino · Svizzera · Pubblicato il 22. September
Pesca di frodo sul Lago Maggiore, nei guai un 57enne ticinese
Un cittadino svizzero è stato sorpreso dalla Polizia Provinciale di Varese e dai Carabinieri di Luino mentre calava un chilometro e mezzo di reti illegali al confine.

LUINO - Un'operazione congiunta condotta nella notte dalla Polizia Provinciale di Varese e dall'unità navale dei Carabinieri del distaccamento di Luino ha portato alla scoperta di un grave episodio di bracconaggio ittico nelle acque italiane del Lago Maggiore. Nei guai è finito un 57enne residente nel Canton Ticino, sorpreso a svolgere pesca di frodo senza alcun titolo abilitativo per operare in territorio italiano.
L'uomo è stato bloccato mentre si trovava a bordo di un potente motoscafo ed era intento a recuperare cosiddette «reti volanti», impiegate per imbrigliare rapidamente la fauna ittica. Gli accertamenti hanno permesso di verificare che le reti calate raggiungevano una lunghezza complessiva di circa un chilometro e mezzo, posizionate in un tratto di lago già interessato in passato da episodi analoghi.

Il blitz ha consentito di sequestrare l'intera imbarcazione, le attrezzature da pesca illegali e l'intero pescato, costituito da circa dieci chili di agoni e coregoni (per un totale di circa cinquanta esemplari), il cui valore commerciale è stato stimato in circa mille euro. Le acque del Lago Maggiore sono regolate da una specifica convenzione italo-svizzera che disciplina l'attività di pesca e le relative autorizzazioni.
Il 57enne ticinese è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Varese con l'accusa di bracconaggio ittico. Il provvedimento di sequestro cautelare è stato successivamente convalidato dall'Autorità giudiziaria competente.
Quelle: tio.ch (secondaria) ↗ · Polizia Provinciale di Varese / Carabinieri Luino ↗