Svizzera · Economia · Pubblicato il 28. September
Reti più rapide e moderne: il Parlamento accelera la rivoluzione elettrica
Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati trovano l'accordo finale sulla revisione della legge sugli impianti elettrici per accelerare le procedure e ammodernare la rete.

BERNA - I due rami del Parlamento hanno trovato un'intesa sulla revisione della legge sugli impianti elettrici volta ad accelerare l'ampliamento delle reti. Oggi, tacitamente, gli Stati si sono allineati al Nazionale, appianando l'ultima divergenza.
Il dossier, volto anche a semplificare la trasformazione delle reti elettriche, è quindi pronto per le votazioni finali. Si tratta di un passo indispensabile per accompagnare la transizione energetica.
La rete elettrica, infatti, non deve essere soltanto ampliata per rispondere alle esigenze crescenti, ma anche rinnovata, poiché oltre il 60% delle linee ad altissima tensione arriverà a fine vita. I progetti di linee elettriche si moltiplicano, ma le autorizzazioni richiedono diversi anni. La revisione prevede quindi misure per accelerare le procedure.

La preferenza sarà data alle linee aeree quando la tensione è pari o superiore a 220 kilovolt (kV), salvo in alcuni casi. Nelle zone edificabili, le linee potranno infatti essere interrate. Il Parlamento ha reintrodotto questo principio che il Consiglio federale aveva eliminato dal progetto in seguito ai riscontri molto negativi emersi dopo la consultazione.
Le linee ad alta tensione esistenti sul tracciato attuale o nelle immediate vicinanze potranno inoltre essere sostituite senza passare attraverso una procedura di piano settoriale. Il Parlamento ha esteso questo principio alle linee ad altissima tensione lungo le strade nazionali e le linee ferroviarie, nonché a quelle della rete di distribuzione con una tensione nominale superiore a 36 kV. In questo contesto, se i tralicci dovranno essere spostati, le distanze legali rispetto alle foreste e ai corsi d'acqua potranno non essere ossequiate.
Inoltre, le linee esistenti dovranno poter essere sostituite al di fuori della zona edificabile, anche se superano i valori limite in materia di rumore e radiazioni non ionizzanti, purché ciò non comporti un ulteriore aumento dell'esposizione. All'interno della zona edificabile, rimane tuttavia necessario verificare se esistano misure adeguate per ridurre l'esposizione.
Salvo eccezioni, gli interessi di un approvvigionamento energetico sicuro ed economico prevarranno su quelli della protezione e della pianificazione del territorio. Se il Consiglio federale prevedeva di conferire questo interesse preponderante alla rete di trasmissione, il Parlamento lo ha esteso alla rete di distribuzione superiore a 1 kV.
Inoltre, le stazioni di trasformazione potranno essere costruite più facilmente al di fuori della zona edificabile. Non dovranno necessariamente essere direttamente adiacenti a questa zona. La loro superficie al suolo non potrà superare i 20 m2 per un'altezza massima di 3 metri. Sarà inoltre possibile sostituire o modificare stazioni di trasformazione che sono state costruite legalmente al di fuori della zona edificabile, se nessun interesse preponderante vi si oppone. Alcuni impianti della rete di distribuzione fino a 36 kV, in particolare le stazioni di trasformazione, potranno essere approvati dopo la loro realizzazione purché siano situati nella zona edificabile.
Se le Camere si erano già messe d'accordo la settimana scorsa sugli aspetti principali del progetto, rimanevano ancora bloccate su un punto secondario. A causa del forte aumento dei costi dei servizi di sistema e dell'energia di regolazione, il Consiglio degli Stati desiderava introdurre una disposizione che autorizzasse la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) a imporre direttive a Swissgrid, che potevano prevedere un tetto massimo dei prezzi, in caso di fallimento del mercato o di costi eccessivi. Rilevando che se ne trattava di un intervento sproporzionato nel mercato e che non era stato oggetto di consultazione, il Consiglio nazionale ha inizialmente cancellato la disposizione. Di fronte all'insistenza degli Stati, ha poi elaborato una proposta di compromesso, che non menziona un tetto massimo dei prezzi. I senatori hanno tacitamente accettato oggi questo compromesso.
Come detto, il progetto è quindi pronto per le votazioni finali.
Quelle: Parlamento svizzero / Ticinonline (tio.ch) (secondaria) ↗