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Svizzera · Economia · Ticino · Pubblicato il 23. Oktober

Salari minimi e CCL: referendum riuscito, coinvolto anche il Ticino

Con 66 006 firme valide, la riforma federale andrà al voto; Ticino e Neuchâtel hanno sostenuto anche la via cantonale, rimasta sotto la soglia richiesta.

Il Palazzo federale a Berna visto da ovest. Foto d’archivio del 1° giugno 2018.
Il Palazzo federale a Berna visto da ovest. Foto d’archivio del 1° giugno 2018. · Superikonoskop / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

La riforma federale sui salari minimi e sui contratti collettivi di lavoro (CCL) sarà sottoposta al voto popolare: il 23 ottobre la Cancelleria federale ha dichiarato formalmente riuscito il referendum. Sono valide 66 006 delle 66 574 firme presentate dal comitato il 7 ottobre 2026.

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Anche il Ticino ha sostenuto il referendum cantonale, insieme a Neuchâtel. Questa strada non è stata validata, precisa la Cancelleria, perché non è stata raggiunta la soglia minima di otto Cantoni: il passaggio alle urne è quindi assicurato dalla riuscita della raccolta di firme dei cittadini.

Infografica: Salari minimi e CCL: referendum riuscito, coinvolto anche il Ticino
Infografica ti-web.ch

La modifica approvata dal Parlamento il 19 giugno 2026 stabilisce la precedenza delle disposizioni salariali dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale sulle diverse regole del diritto cantonale. La votazione riguarderà dunque il rapporto tra i minimi negoziati dalle parti sociali e quelli fissati dai Cantoni.

Il testo federale contiene una salvaguardia: nei Cantoni dove, all’entrata in vigore della riforma, il minimo cantonale prevalesse sul CCL, continuerebbe ad applicarsi l’importo cantonale allora vigente. La precedenza del contratto collettivo scatterebbe quando il suo minimo superasse quell’importo. La legge demanda al Consiglio federale la determinazione dell’entrata in vigore.

Sul fronte contrario, Unia sostiene che questa protezione non metterebbe al riparo il potere d’acquisto: nei settori interessati i minimi cantonali già introdotti non sarebbero più adeguati al rincaro. Il sindacato teme inoltre che la riforma impedisca di applicare minimi locali già approvati ma non ancora introdotti.

L’Alleanza per un partenariato sociale forte difende invece la revisione. Nella presa di posizione pubblicata dall’Associazione svizzera imprenditori pittori e gessatori, sostiene che la garanzia dei diritti acquisiti preservi i salari minimi esistenti e che la priorità dei CCL rafforzi accordi che disciplinano anche vacanze, orari e altre condizioni di lavoro.

Quelle: Cancelleria federale — referendum riuscito, 23 ottobre 2026 ↗ · Assemblea federale — modifica LOCCL del 19 giugno 2026, FF 2026 1770 ↗ · Unia — posizione del comitato referendario ↗ · Alleanza per un partenariato sociale forte — presa di posizione su ASIPG ↗

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