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Ticino · Cultura · Pubblicato il 15. September

Scuola in divisa in Ticino: una mozione chiede di valutare l’abbigliamento comune

Un’iniziativa parlamentare promossa da Michela Ris e sottoscritta da altri dieci deputati propone di introdurre capi condivisi nelle scuole dell’infanzia ed elementari.

La scuola elementare di Verscio. Un’iniziativa parlamentare propone di valutare un abbigliamento comune per le scuole dell’infanzia ed elementari ticinesi.
La scuola elementare di Verscio. Un’iniziativa parlamentare propone di valutare un abbigliamento comune per le scuole dell’infanzia ed elementari ticinesi. · NAC / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BELLINZONA - Introdurre un abbigliamento scolastico comune per i bambini della scuola dell’infanzia e delle scuole elementari del Ticino. È la proposta formulata in una mozione parlamentare inoltrata al Consiglio di Stato dalla deputata Michela Ris (PLR) insieme ad altri dieci cofirmatari del Gran Consiglio (Simona Genini, Matteo Quadranti, Paolo Caroni, Giuseppe Cotti, Nadia Ghisolfi, Giovanni Capoferri, Gianluca Padlina, Omar Balli, Josef Savary e Roberta Soldati).

▶ Il servizio video di ti-web.ch

L’iniziativa parte dalla constatazione di una crescente presenza nelle aule scolastiche di abbigliamenti poco consoni e dall’esposizione sempre più precoce dei bambini a modelli legati a marche, mode e consumismo. Secondo i promotori, l’obiettivo non è quello di riproporre il tradizionale grembiule o di limitare l’individualità degli allievi, bensì di trasmettere fin da giovani il valore del rispetto del contesto e delle regole della comunità scolastica.

In concreto, l’atto parlamentare suggerisce di adottare un corredo composto da pochi capi semplici, pratici e facilmente lavabili, come polo o maglietta, felpa e pantaloni o gonna in colori prestabiliti, eventualmente personalizzati con il simbolo dell’istituto o del Comune. La divisa intenderebbe inoltre attenuare le differenze visibili tra gli allievi legate alle diverse disponibilità economiche delle famiglie, ponendo al centro del percorso scolastico il comportamento e l’apprendimento anziché l’aspetto esteriore.

La mozione invita il Governo cantone a valutare un modello sostenibile che non comporti costi aggiuntivi a carico dei genitori, ipotizzando anche una fase pilota in alcuni istituti ticinesi con il coinvolgimento di docenti e famiglie. Nel testo viene inoltre citata l’esperienza della Francia, dove una sperimentazione condotta tra il 2024 e il 2025 in circa cento scuole ha mostrato un rafforzamento del senso di appartenenza negli istituti coinvolti.

Quelle: Ticinonline (secondaria) · Corriere del Ticino (secondaria)

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