Svizzera · Economia · Pubblicato il 15. September
Sperimentazione animale in Svizzera: ai minimi storici, ma aumentano i casi gravi
Nel 2025 il numero complessivo di animali impiegati nei laboratori svizzeri è sceso a 507'863 (-3%), il livello più basso dal 1983. Crescono tuttavia gli esperimenti di grave sofferenza (+7,4%), trainati dalla ricerca sul cancro.

Nel 2025 la sperimentazione animale in Svizzera ha toccato il livello complessivo più basso dall'inizio delle rilevazioni statistiche nel 1983. Secondo i dati ufficiali pubblicati dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), le cavie utilizzate nei laboratori della Confederazione sono state 507'863, con un calo del 3% (pari a 14'773 animali in meno) rispetto all'anno precedente.
A fronte del calo generale, la statistica evidenzia però un incremento significativo dei casi con il grado di sofferenza più elevato. Nel 2025 gli animali impiegati in esperimenti di «livello di gravità 3» sono saliti a 29'413, segnando un aumento del 7,4% (2'033 in più rispetto al 2024) e raggiungendo il picco più alto registrato negli ultimi 26 anni. Questa crescita riguarda prevalentemente i topi ed è riconducibile in gran parte agli sviluppi nella ricerca oncologica, dove gli esperimenti ad alta gravità sono aumentati di 1'816 unità.

Per contro, le sperimentazioni di «livello di gravità 2» (sofferenza media) hanno registrato una flessione raggiungendo circa 142'000 animali, il dato più basso del decennio. Nel complesso, la maggior parte delle cavie (circa il 73%) rimane destinata alla ricerca sulle malattie umane, con gli studi sull'oncologia e sulle patologie neurologiche e psichiche che assorbono circa un terzo del totale. I topi continuano a rappresentare la specie più impiegata (66%), seguiti da uccelli (13%), ratti (8%) e pesci (8%).
Sul fronte procedurale, l'USAV ha rilasciato 582 nuove autorizzazioni alla sperimentazione, sei in meno rispetto al 2024. L'autorità federale ha ribadito che gli esperimenti vengono concessi unicamente in assenza di metodi alternativi validi e a condizione che i benefici attesi superino lo stress inflitto agli animali, nell'ambito dell'applicazione del principio delle 3R («replace», «reduce», «refine»). Prosegue inoltre il calo degli animali allevati nei centri di detenzione svizzeri, scesi a 843'000 unità (circa 200'000 in meno rispetto al 2021).
Quelle: Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ↗