Ticino · Pubblicato il 11. September
Strada Insone-Scareglia chiusa fino al 2028: «Lugano faccia di più per la Val Colla»
Con un'interpellanza, Tamara Merlo chiede al Municipio di Lugano misure straordinarie per limitare i disagi causati dalla chiusura della cantonale tra Insone e Scareglia fino alla primavera-estate 2028.

La chiusura della strada cantonale tra Insone e Scareglia, interrotta dal 14 maggio 2025 a causa della frana del Lavinone, approda nuovamente sui banchi del Municipio di Lugano. Con un'interpellanza, Tamara Merlo di Più Donne chiede alla Città quali misure straordinarie intenda valutare per limitare i disagi in Val Colla, dopo l'annuncio che la strada non potrà essere riaperta prima della primavera-estate 2028, salvo imprevisti.
La nuova tempistica è stata comunicata dal Cantone il 9 settembre durante un incontro pubblico. La frana non può essere fermata, unicamente rallentata, e il Cantone ha deciso di ricostruire la strada lungo il tracciato esistente con una soluzione in grado di convivere con il movimento del versante. L'investimento complessivo ammonta a circa 3,5 milioni di franchi, con lavori previsti a partire dalla primavera 2027.
La Val Colla conta oltre 1'300 abitanti. La popolazione si è già mobilitata con due petizioni: una dedicata al trasporto pubblico, sottoscritta da 1'151 persone, che chiede un migliore coordinamento delle corse e un collegamento serale supplementare; l'altra, riguardante la chiusura della strada e la sicurezza, ha raccolto 1'444 firme. Nel frattempo, la linea AutoPostale 448 è stata riorganizzata con l'orario 2026, separando il collegamento Tesserete-Insone da quello che serve Scareglia e la parte alta della Valle.
Per Merlo, il nuovo orizzonte temporale cambia i termini della questione: «non si tratta più di affrontare un disagio provvisorio dalla durata indeterminata, ma una situazione destinata ad accompagnare la Val Colla ancora per circa due anni». L'interpellanza richiede al Municipio di verificare se le misure adottate durante la fase di emergenza siano sufficienti nel lungo periodo, con particolare attenzione alle conseguenze per studenti, lavoratori, anziani e persone senza automobile, oltre agli effetti sul trasporto scolastico e sull'accessibilità della casa anziani di Colla.
«Una situazione eccezionale protratta per tre anni pone quindi, secondo l'interpellante, anche un problema di coesione territoriale e di pari accesso ai servizi». Merlo chiede inoltre al Municipio di quantificare i costi delle misure finora non attuate, che nelle precedenti risposte erano state indicate come comportanti «costi aggiuntivi importanti», e se sia disposto a sollecitare al Cantone una nuova valutazione dell'offerta di trasporto pubblico, con eventuale partecipazione finanziaria straordinaria della Città fino alla riapertura della strada.
L'interpellanza propone infine di valutare, insieme al Cantone, alla Commissione di quartiere e agli altri enti interessati, un piano di misure transitorie fino alla riapertura della strada. «La ricostruzione della strada spetta principalmente al Cantone. Fare in modo che per tre anni le conseguenze della frana non siano sopportate quasi esclusivamente da chi vive in Val Colla riguarda invece anche la Città di Lugano», conclude Merlo.