Ticino · Pubblicato il 24. September
Svaso della diga in Val Malvaglia: ricorso delle associazioni ambientaliste
WWF, Pro Natura, FTAP e Ficedula si oppongono al progetto delle Officine Idroelettriche di Blenio che prevede il rilascio di oltre 220’000 metri cubi di sedimenti.

VAL MALVAGLIA - Le associazioni WWF Svizzera italiana, Pro Natura Ticino, la Federazione Ticinese per l’Acquicoltura e la Pesca (FTAP) e Ficedula con BirdLife Svizzera hanno inoltrato un’opposizione formale alla richiesta di autorizzazione presentata dalle Officine Idroelettriche di Blenio (OFIBLE). La domanda, depositata lo scorso 24 agosto 2026, riguarda le operazioni di svaso e pulizia dei sedimenti accumulati nel bacino di Val Malvaglia.\n\nAl centro della contestazione vi sono le modalità operative previste per lo spurgo dell’invaso. Il progetto contempla il rilascio complessivo di una quantità compresa tra 220’000 e 240’000 metri cubi di sedimenti fini, distribuito nell’arco di due stagioni operative nel 2029 e nel 2030. Ciascuna fase annuale vedrebbe l’immissione di 110’000-120’000 metri cubi di materiale nel riale Orino nell’arco di due settimane, con successivo riversamento nel fiume Brenno e nel Ticino.\n\nSecondo le organizzazioni ambientaliste e alieutiche, un tale volume di detriti risulta del tutto incompatibile con la tutela della vita acquatica e con le normative ambientali vigenti. I corsi d’acqua cantonali affrontano già forti criticità dovute al riscaldamento delle acque, alla riduzione delle portate e alla presenza di specie non autoctone; in particolare, il fiume Brenno versa attualmente in uno stato di marcata sofferenza ecologica.\n\nIl timore principale riguarda le pesanti ripercussioni sulla fauna ittica e l’alterazione degli habitat Fluviali. L’elevata torbidità generata dai fanghi rischia di estendersi lungo tutto il corso d’acqua fino al fiume Ticino, minacciando direttamente la riserva naturale della Bolla di Loderio, area golenale protetta di importanza federale.\n\nPer tali ragioni, WWF, Pro Natura, FTAP e Ficedula sollecitano l’adozione di soluzioni tecnologiche alternative volte a rimuovere i sedimenti senza compromettere la salute dei fiumi, chiedendo alle autorità di garantire un equilibrio stringente tra produzione idroelettrica e salvaguardia degli ecosistemi.