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Economia · Ticino · Svizzera · Pubblicato il 14. September

Tagli FFS Cargo: Berna non interviene e conferma che non influenzerà le decisioni aziendali

Il consigliere federale Albert Rösti risponde alla risoluzione del Gran Consiglio ticinese contro la riduzione del traffico merci su rotaia, escludendo interventi diretti del Governo.

Un treno merci FFS Cargo a Taverne-Torricella (foto d'archivio).
Un treno merci FFS Cargo a Taverne-Torricella (foto d'archivio). · NAC / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il governo federale non intende concedere alcun «salvagente» al Ticino per frenare il ridimensionamento delle attività di FFS Cargo. Rispondendo alla risoluzione parlamentare approvata nel mese di maggio dal Gran Consiglio ticinese, il capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), Albert Rösti, ha chiarito che l’Esecutivo non ha margine per spingere le Ferrovie a fare retromarcia.

Nella missiva recapitata durante l’estate alla presidente del Gran Consiglio Daria Lepori, il consigliere federale riconferma la centralità del Cantone lungo il corridoio nord-sud, ma sottolinea che l’Esecutivo indirizza l’attività delle FFS esclusivamente tramite gli obiettivi strategici del proprietario. Sulle misure relative alla riorganizzazione del personale, Rösti ha specificato che «non ci è possibile esprimerci, trattandosi di decisioni aziendali di competenza delle FFS, sulle quali il Consiglio federale non esercita alcuna influenza diretta».

Il parlamento cantonalino sperava di smuovere la politica federale a fronte dei tagli operati tra il 2025 e quest’anno dalle Ferrovie, prima nel settore del trasporto combinato e successivamente in quello dei carri isolati. Il governo federale dichiara tuttavia la sua «soddisfazione» per l’assenza di licenziamenti in Ticino e per le opportunità di ricollocamento offerte al personale, rimarcando che «più della metà delle persone coinvolte continuerà a lavorare presso le FFS nel settore del traffico merci».

Nessun cambiamento è previsto neppure sul fronte del trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia lungo l’arco alpino. Berna ritiene infatti che gli strumenti e le misure attualmente in vigore siano adeguati a garantire il rispetto delle disposizioni costituzionali, ricordando inoltre che il parlamento federale, durante la revisione della legge sul trasporto di merci, ha rinunciato a introdurre un obiettivo di trasferimento per il traffico merci interno.

Quelle: laRegione (secondaria)

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