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Ticino · Pubblicato il 20. Oktober

Ticino, Più Donne chiede regole chiare sulla caccia nei terreni privati

Merlo e Mossi Nembrini interrogano il Governo su accessi, recinzioni, cartelli e sicurezza degli animali: l’atto è ancora in attesa di risposta.

Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede delle istituzioni cantonali. Foto d’archivio del 29 maggio 2023.
Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede delle istituzioni cantonali. Foto d’archivio del 29 maggio 2023. · Tilman2007 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini, per Più Donne, chiedono al Consiglio di Stato di chiarire i diritti dei proprietari dei terreni sui quali viene esercitata la caccia in Ticino. L'interrogazione, datata 20 ottobre 2026, è registrata dal Gran Consiglio con il numero 210.26.

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Le deputate distinguono l'attraversamento di un fondo dall'accesso per cacciare e dall'uso delle armi. Chiedono in quali circostanze un cacciatore possa aprire cancelli o superare recinzioni senza il consenso del proprietario, oppure contro la sua volontà, e se le regole cambino tra boschi, pascoli, coltivazioni, giardini e superfici destinate agli animali.

La sicurezza di chi detiene animali è un punto centrale dell'atto. Le firmatarie segnalano che la presenza di persone o cani e gli spari nelle vicinanze possono spaventare gli animali nei recinti, provocando fughe o ferimenti. Sollecitano chiarimenti sulle precauzioni richieste ai cacciatori, sul controllo dei cani e sull'eventuale esistenza di distanze minime da paddock, pascoli recintati e stalle.

Un altro tema è il valore dei cartelli privati: quelli che vietano l'accesso e quelli che segnalano animali o invitano a evitare spari nelle vicinanze. Le deputate domandano quando debbano essere rispettati, quali formalità servano per rendere opponibile un divieto e quali conseguenze possano avere la rimozione o il danneggiamento degli avvisi. Chiedono inoltre di precisare le responsabilità per i danni a colture, recinzioni e animali, anche quando derivano da uno spavento o da una fuga.

L'interrogazione domanda infine a quali autorità rivolgersi per segnalare accessi contestati o comportamenti pericolosi e quali misure preventive possano essere adottate. Le firmatarie chiedono anche dati su denunce, accertamenti e sanzioni. L'atto risulta non evaso nel catalogo del Gran Consiglio: le questioni sono quindi sottoposte al Governo, senza che l'interrogazione introduca nuove regole.

Quelle: Gran Consiglio — interrogazione 210.26 di Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini per Più Donne ↗ · Gran Consiglio — scheda dell’interrogazione 210.26 ↗

Chronologie

  1. Giubiasco, il Governo ricostruisce gli incarichi annuali del docente non abilitato
  2. Ticino, Più Donne chiede regole chiare sulla caccia nei terreni privati (dieser Artikel)

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