Svizzera · Economia · Ticino · Pubblicato il 14. September
TranspaReg, Quadri chiede di rinviare l’entrata in vigore: «Rischio informatico enorme»
Il Consigliere nazionale sollecita una pausa per valutare sistemi più sicuri, citando timori di attacchi informatici e rischi per la reputazione finanziaria svizzera.

BERNA - Sospendere l’entrata in vigore del TranspaReg, prevista per il prossimo 1° ottobre, e valutare nel frattempo soluzioni alternative alla centralizzazione dei dati. È quanto chiede al Consiglio federale il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, attraverso una mozione.
Il nuovo registro svizzero per la trasparenza degli aventi economicamente diritto (ADE) dovrebbe raccogliere le informazioni sulle persone fisiche che controllano effettivamente società, fondazioni, trust e altre strutture giuridiche. Secondo Quadri, la concentrazione in un unico sistema di dati sensibili relativi a oltre 500'000 società ed entità rappresenterebbe però un rischio considerevole.

Il timore principale riguarda la sicurezza informatica. Una banca dati di queste dimensioni, sostiene il consigliere nazionale, costituirebbe un bersaglio particolarmente appetibile per la criminalità informatica, anche alla luce dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, che permetterebbe attacchi sempre più sofisticati.
A sostegno della sua tesi, Quadri cita quanto accaduto in Liechtenstein alla fine di luglio, quando il registro analogo del Principato sarebbe stato colpito da un attacco informatico con la sottrazione di dati relativi agli aventi economicamente diritto di circa 31'000 aziende, fondazioni e trust. Nella mozione viene inoltre ricordata una presa di posizione degli operatori del settore, che avrebbero espresso preoccupazione al DFGP.
Quadri invita quindi il Governo a non procedere con l’attuale calendario e a verificare se gli obiettivi di trasparenza richiesti dal GAFI possano essere raggiunti attraverso sistemi più sicuri, ad esempio decentralizzati. Per il consigliere nazionale, un’eventuale sottrazione massiccia di informazioni avrebbe conseguenze non solo per persone e imprese, ma anche per la reputazione della piazza finanziaria svizzera. «Il danno sarebbe devastante e difficilmente reversibile», sostiene, definendo imprudente procedere senza prima valutare alternative.