Ticino · Economia · Pubblicato il 18. September
Verzasca, l'allarme dei contadini: «Costretti ad abbandonare l'alpeggio per la presenza del lupo»
A Brione Verzasca la coppia di agricoltori Pascal e Danièle Favre ha dovuto riportare a valle le capre nere dall'Alpe Tenc di Dentro con un mese di anticipo, perdendo la produzione di latte e formaggio.

L'incombente presenza del lupo torna a creare forte apprensione negli alpeggi della Svizzera italiana. A Brione Verzasca, due agricoltori locali, Pascal e Danièle Favre, sono stati costretti a far rientrare anticipatamente la propria gregge di capre nere dalla montagna verso la stalla invernale situata in Val d'Osola, interrompendo la stagione di pascolo alpino con diverse settimane di anticipo.
La decisione ha interessato in particolare l'Alpe Tenc di Dentro, situata a 1'570 metri di altitudine. Come spiegato dagli stessi allevatori al portale tio.ch, la scelta è maturata dopo che il predatore aveva già colpito nella medesima zona sbranando alcune pecore. Per evitare attacchi e perdite al proprio bestiame, la coppia ha preferito non correre ulteriori rischi e rinunciare al mese finale di permanenza in quota.

Nel contesto della Val Verzasca, l'impiego dei cani da protezione non rappresenta una soluzione praticabile. A differenza di altri territori o alpeggi pianeggianti, la conformazione impervia dei pendii verzaschesi e l'attitudine delle capre nere a sparpagliarsi su ampie superfici rendono inefficaci i mastini di difesa. Da metà agosto le capre sono quindi rientrate a valle, consumando anticipatamente il fieno immagazzinato per i mesi invernali.
Il rientro forzato comporta un impatto economico diretto sull'azienda agricola, attiva dagli anni '80: la perdita di un mese intero di produzione di latte e formaggio, unita alle incognite sull'approvvigionamento per la stagione fredda. Gli allevatori sottolineano la frustrazione per una situazione che mette a rischio non solo la continuità della loro attività e il ricambio generazionale, ma anche la tutela di una razza autoctona tradizionale del territorio alpino ticinese.