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Ticino · Pubblicato il 19. September

Violenza domestica e affido, la Supsi: «La sicurezza prevalga sulla coparentalità»

Uno studio della Supsi evidenzia i limiti sistemici nelle decisioni su custodia dei minori e diritti di visita in situazioni di violenza di coppia.

Lo studio della Supsi analizza le decisioni di affido nei casi di violenza domestica.
Lo studio della Supsi analizza le decisioni di affido nei casi di violenza domestica. · Illustrazione generata / Archivio ti-web.ch

La tutela della sicurezza dei minori e del genitore vittima deve avere la priorità assoluta rispetto al principio della custodia condivisa nelle situazioni segnate da violenza domestica. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi) e curata dalla ricercatrice Ornella Larenza, pubblicata da laRegione.

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Lo studio mette in luce criticità sistemiche a molteplici livelli dell'ordinamento e dell'intervento pubblico, dalle forze dell'ordine alla magistratura, fino ai servizi sociali e di protezione dei minori. Secondo la ricerca, l'applicazione rigida della coparentalità in contesti di violenza rischia di prolungare l'esposizione al pericolo e di amplificare i danni psicologici e fisici patiti dai figli.

L'analisi sottolinea la necessità di una valutazione più rigorosa dei rischi prima di stabilire le modalità di custodia e i diritti di visita. Quando la violenza nella coppia è accertata o fortemente presunta, la priorità degli organi giudiziari e amministrativi deve essere la protezione della persona offesa e dei figli minori.

Gli esperti sollecitano un coordinamento rafforzato tra le diverse istanze coinvolte e una formazione specifica degli operatori per riconoscere tempestivamente le dinamiche di controllo coercitivo e violenza domestica nelle procedure di separazione.

Quelle: laRegione Ticino / SUPSI (secondaria)

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