Sport · Svizzera · Pubblicato il 11. September
Yakin «blinda» Boteli e Sanches: doppi passaporti sotto il controllo della Svizzera
Il selezionatore convoca i due talenti per i prossimi impegni della Lega delle Nazioni. Boteli a 12 gol con il Sion, rifiutata offerta di 30 milioni dalla Turchia.

Murat Yakin ha preso una decisione tattica: convocare Winsley Boteli e Alvyn Sanches per i prossimi impegni della Svizzera nella Lega delle Nazioni contro Macedonia del Nord, Scozia e Slovenia. L'obiettivo è vincolarli definitivamente alla nazionale elvetica, dopo che tre giovani talenti con doppio passaporto sono rimasti liberi di scegliere la propria federazione.
Boteli, attaccante del FC Sion, è tra i più corteggiati. Con la maglia del Sion ha segnato 12 gol in 12 partite, attirando l'attenzione di club stranieri: il Galatasaray ha proposto 30 milioni di euro per il suo trasferimento, offerta rifiutata dal club vallese. L'acquisto del giocatore era costato 3,5 milioni di euro. A 22 anni, Boteli rappresenta uno dei maggiori talenti del calcio svizzero, conteso anche dalla Repubblica Democratica del Congo, ma ha finora privilegiato il percorso azzardato della nazionale elvetica.

Sanches, centrocampista dello Young Boys, ha maturato solo 3 presenze con la Svizzera (tutte amichevoli) ed è rimasto a lungo ambiguo fra il Portogallo e gli elvetici. La convocazione di Yakin rappresenta un segnale chiaro: la federazione vuole consolidare il legame con il giocatore prima che altre nazionali lo corteggiassero ulteriormente.
Altre pedine in gioco sono Alessandro Romano, centrocampista 20enne del Cagliari, che ha recentemente optato per l'Italia in una «decisione dettata dal cuore», e Bosshardt, 19 anni, il cui percorso rimane ancora da definire. La strategia di Yakin mira a cristallizzare le scelte dei talenti con doppio passaporto il prima possibile, trasformando le presenze in impegni internazionali in occasioni di legare questi giocatori al progetto nazionale svizzero.
I prossimi impegni della Svizzera nella Lega delle Nazioni diventano così una sorta di arena di prova per questi giovani: non solo partite, ma veri e propri test di fedeltà alla causa svizzera. Per Boteli, in particolare, la convocazione segna un momento critico della sua carriera, dove il progetto nazionale compete direttamente con le ambizioni di clubs esteri ben più ricchi.