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Economia · Svizzera · Pubblicato il 13 septembre

Agricoltura svizzera: i produttori di latte guadagnano solo 8.30 franchi all'ora

Un nuovo studio svela marcate disparità nei compensi degli agricoltori elvetici: la colza rende nove volte più del latte, mentre l'allevamento resta fortemente penalizzato.

Mucche al pascolo sulle Alpi svizzere.
Mucche al pascolo sulle Alpi svizzere. · Hp.Baumeler / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0

SVIZZERA - I produttori di latte in Svizzera percepiscono un guadagno medio di appena 8.30 franchi all'ora. La situazione si rivela ancora più critica nell'allevamento di vacche nutrici, dove il compenso scende a 4.30 franchi all'ora, e nell'ingrasso dei bovini, pari a 7.90 franchi. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Fachhochschule Nordwestschweiz (FHNW) su incarico dell'associazione Faire Märkte Schweiz.

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Il quadro economico cambia radicalmente nella coltivazione dei vegetali: con le barbabietole da zucchero si ottengono 55.90 franchi all'ora, mentre con la colza la remunerazione raggiunge i 73.60 franchi orari. Il rendimento della colza risulta così quasi nove volte superiore rispetto a quello del settore lattiero-caseario, che pure rappresenta circa il 35% di tutte le aziende agricole svizzere.

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Infografica ti-web.ch

Come spiegato dall'autore dello studio ed economista della FHNW Mathias Binswanger, il divario deriva principalmente dai diversi livelli di automazione e dai rischi di settore. Nelle colture vegetali di pianura i processi meccanizzati sono diffusi, mentre negli allevamenti la manodopera richiesta è elevata. Inoltre, gli eventi climatici estremi incidono pesantemente sulla produzione di foraggio e bestiame, senza che gli allevatori possano adeguare rapidamente i capi alle fluttuazioni di mercato.

Secondo le stime di Binswanger, per assicurare agli allevatori un reddito comparabile a quello di altri settori regionali, i prezzi di produzione dovrebbero salire sensibilmente: si stima un incremento necessario del 77% per il latte, del 39% per la carne bovina e del 101% per le vacche nutrici. L'adeguamento dei prezzi alla produzione non si tradurrebbe comunque in un aumento automatico della stessa percentuale al consumo, poiché il rincaro verrebbe distribuito lungo la filiera tra trasformatori e grande distribuzione.

Source: Fachhochschule Nordwestschweiz / Faire Märkte Schweiz (secondaria)