Ticino · Economia · Pubblicato il 26 octobre
Alpeggi e lupo: il Gran Consiglio chiede di rafforzare il piano
Accolte le conclusioni della maggioranza: revisione del piano d’emergenza e più sostegno alle aziende costrette a scaricare gli alpeggi.

Il Gran Consiglio chiede di rafforzare il piano cantonale d’emergenza per gli alpeggi confrontati con il lupo. Secondo il resoconto di tio.ch, il 26 ottobre il Parlamento ha accolto con 59 voti favorevoli, 14 contrari e due astensioni le conclusioni del rapporto di maggioranza sulla mozione di Roberta Soldati e cofirmatari.
Il rapporto, firmato dal relatore Mauro Minotti, chiede di rivedere e completare il piano in vista della prossima stagione alpestre. Sollecita un aiuto concreto alle aziende costrette a riportare gli animali a valle, anche individuando preventivamente alpeggi con capacità disponibile per accoglierli, e indennizzi per gli oneri supplementari.
La maggioranza richiama la mappatura degli alpeggi: indica come non ragionevolmente proteggibili di notte il 74% degli alpeggi caricati a ovini e il 79% di quelli con capre non munte. Sono dati riportati dal rapporto commissionale, alla base della richiesta di misure adatte alle caratteristiche del territorio ticinese.

Il documento descrive il sistema di emergenza a cascata accettato dall’Ufficio federale dell’ambiente: recinti notturni dopo il primo attacco, orari prolungati dopo il secondo, aiutanti per i pastori dopo il terzo e scarico dell’alpeggio al quarto. La maggioranza riconosce il progresso rispetto allo scarico dopo una sola predazione, ma contesta la praticabilità delle misure negli alpeggi non proteggibili.
Il rapporto di minoranza, con relatore Massimo Mobiglia, proponeva invece di considerare evasa la mozione. Condivide la necessità di sostenere l’attività alpestre, ma distingue la protezione delle greggi dalla regolazione del lupo e invita a usare gli strumenti disponibili, rafforzando prevenzione, consulenza e sostegno agli allevatori.
Fra le richieste della maggioranza figurano anche condizioni meno restrittive per i cacciatori coinvolti nella regolazione e pressioni a Berna per un progetto pilota sui tiri dissuasivi. Sono richieste politiche: lo stesso rapporto segnala i limiti posti dal quadro federale e chiede al Consiglio di Stato di ottenere gli adeguamenti necessari.
Source: Ticinonline — resoconto della seduta del 26 ottobre 2026 (secondaria) ↗ · Gran Consiglio — rapporto di maggioranza 8627 R1, 1 ottobre 2026 ↗ · Gran Consiglio — rapporto di minoranza 8627 R2, 1 ottobre 2026 ↗