Svizzera · Pubblicato il 10 septembre
Altolà agli occhiali smart in piscina, si muove la politica
Zurigo avanza con un'interpellanza per vietare gli smart glasses negli impianti pubblici. La resistenza cresce in Argovia, Berna, Lucerna, Basilea e San Gallo.

ZURIGO — L'arrivo dei cosiddetti occhiali intelligenti, dispositivi che integrano telecamere e microfoni in forma poco visibile, pone le strutture pubbliche e private di fronte a un dilemma: come proteggere la privacy dagli abusi.
L'ultima iniziativa politica arriva dal canton Zurigo. Un'interpellanza presentata il 10 settembre da Centro, Partito evangelico (EVP) e Unione democratica federale (UDF) chiede al consiglio di stato di valutare la possibilità di introdurre un divieto nei bagni pubblici, saune e palestre. La richiesta si estende anche alle strutture private ma aperte al pubblico, come centri fitness e asili nido.
L'obiettivo dichiarato è impedire che persone con telecamere integrate possano filmare di nascosto, riprendendo bambini, ragazze o donne in costume senza consenso. Gli iniziativisti ricordano che tali immagini vengono talvolta diffuse su internet. Parallelamente, l'interpellanza chiede se sia opportuno valutare una proibizione della vendita e un eventuale impegno federale in tal senso.
La resistenza ai cosiddetti smart glasses non è limitata a Zurigo. Nel cantone Argovia un'interpellanza sullo stesso tema è stata presentata il giorno prima, 9 settembre. A Berna una mozione chiede il divieto specifico nelle piscine comunali. Richieste di regole più chiare sono arrivate anche da Lucerna, Basilea e San Gallo, segnalando una preoccupazione diffusa a livello nazionale.
Il dibattito su queste tecnologie rimane aperto tra esigenze di innovazione e protezione della privacy negli spazi pubblici frequentati da minori.