Ticino · Pubblicato il 30 octobre
Camignolo, due decreti d’accusa per l’ammanettamento di una donna
Il Ministero pubblico contesta abuso di autorità e vie di fatto a un agente della Cantonale e a uno della Polizia Città di Lugano. Vale la presunzione di innocenza.

Due decreti d’accusa per abuso di autorità sono stati emanati in relazione all’ammanettamento di una donna durante l’intervento di polizia del 13 ottobre 2025 a Camignolo. Lo comunica oggi il Ministero pubblico: la misura è stata valutata non proporzionale nel contesto concreto.
Il procedimento riguarda il capo impiego della Polizia cantonale e un agente della Polizia Città di Lugano. Secondo la ricostruzione della procura, il primo ordinò ed eseguì l’ammanettamento, mentre il secondo concorse all’applicazione delle manette. I decreti sono stati emanati dal Procuratore generale Andrea Pagani.
L’intervento avvenne durante una manifestazione non autorizzata presso la scuola media di Camignolo, a margine di un dibattito e di un comitato cantonale di partito. Il Ministero pubblico riferisce di aver ricostruito l’accaduto attraverso interrogatori, filmati ed esame degli atti.
I decreti contemplano anche il reato di vie di fatto. Le pene proposte sono, rispettivamente, di 15 e 10 aliquote giornaliere, sospese condizionalmente per un periodo di prova di due anni, oltre a una multa e al pagamento delle spese giudiziarie. Si tratta delle proposte contenute nei decreti, non di condanne definitive.

Gli imputati hanno 10 giorni per decidere se interporre opposizione. Il Ministero pubblico ricorda che, fino a una decisione definitiva, vale il principio della presunzione di innocenza.