Sport · Svizzera · Pubblicato il 21 septembre
Caso certificato Covid falso, Granit Xhaka ammette: «Ho avuto paura, è stato un errore»
Il capitano della Nazionale svizzera, ora in forza al Sunderland, ha ammesso di essersi procurato un certificato non autentico nel novembre 2022 ed ha espresso pieno rammarico.

Granit Xhaka rompe il silenzio sull\'inchiesta condotta dal Ministero pubblico di Lucerna riguardante l\'uso di un certificato Covid contraffatto. Il centrocampista e capitano della Nazionale svizzera, attualmente in forza al Sunderland, ha ammesso ufficialmente le proprie responsabilità relative a fatti risalenti al novembre 2022.\n\n«Negli ultimi giorni si è parlato molto di una questione del mio passato sulla quale vorrei esprimermi personalmente», ha dichiarato il calciatore. «Riguardo alla vaccinazione contro il COVID-19, all\'epoca ero molto incerto e nutrivo delle preoccupazioni. Avevo una profonda diffidenza nei confronti del vaccino ed ero coinvolto in uno stato di turbamento emotivo. Avevo paura e, invece di chiarire i miei dubbi e le mie preoccupazioni attraverso i canali previsti, mi sono procurato un certificato falso».\n\nXhaka ha espresso profondo rammarico per il gesto compiuto: «Oggi capisco chiaramente che questa azione non è stata giusta. È stato un errore. Mi dispiace. Mi assumo la responsabilità di quella decisione, sono pronto ad affrontare il pieno chiarimento della questione e collaborerò pienamente con le autorità competenti».\n\nSecondo quanto riferito da tio.ch, la vicenda legale vede al centro le indagini del Ministero pubblico di Lucerna circa l\'ottenimento del documento contraffatto. Il giocatore ha scelto di uscire allo scoperto prima degli sviluppi giudiziari, confermando la piena volontà di chiarire la propria posizione con le autorità competenti e di assumersi le conseguenze legali e sportive del caso.