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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 16 septembre · Aggiornato alle 18:45

Caso Zali, lo scontro in Parlamento

Il Gran Consiglio boccia con 48 voti contrari la discussione generale sul caso Zali: Carobbio stigmatizza l'agire del consigliere di Stato dimissionario, ma le opposizioni contestano la risposta del Governo.

Il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Gran Consiglio (foto illustrativa)
Il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Gran Consiglio (foto illustrativa) · Tilman2007 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BELLINZONA - Il dibattito in Gran Consiglio sul caso del consigliere di Stato dimissionario Claudio Zali si è acceso nell'aula di Bellinzona. Dopo una discussione sul Piano energetico e climatico cantonale (PECC) durata circa sette ore, il Parlamento ha affrontato la trattazione del corposo dossier di interpellanze, in gran parte inoltrate dal Movimento per il socialismo (MPS).

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Nel corso della seduta si è aperta l'analisi dettagliata dei singoli capitoli della vicenda: dal trasferimento del 14enne al carcere della Farera fino alla contestata e-mail inviata all'ex presidente dell'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) per sollecitarne un'assunzione.

Rispondendo al quesito sulla posta elettronica indirizzata ai vertici dell'EOC, la consigliera di Stato Marina Carobbio ha specificato che dagli accertamenti svolti non sono emerse pressioni sulle risorse umane da parte dei membri del Consiglio di Amministrazione dell'ente. L'Esecutivo ha tuttavia preso nettamente le distanze dall'episodio, stigmatizzando l'agire autoritario di Zali sia nei toni sia nelle modalità adottate.

L'intervento ha provocato la reazione del deputato Matteo Pronzini (MPS), che ha criticato il mancato intervento del consigliere di Stato Raffaele De Rosa, in copia nella corrispondenza. Sul fronte procedurale si registra inoltre la presa di posizione di Fiorenzo Dadò (Il Centro), che ha sollecitato l'Ufficio di presidenza, guidato da Daria Lepori, a mettere ordine per garantire una discussione organica.

La seduta si è poi inasprita: il deputato Pino Sergi (MPS) ha duramente contestato la risposta del Governo, accusandolo di "aver deciso di buttare la palla in tribuna e di non giocare la partita". Messa ai voti, la richiesta di aprire una discussione generale unica sulla vicenda è stata respinta dal plenum con 48 voti contrari. A chiudere lo scontro è stato l'intervento della deputata Maura Mossi Nembrini (Più Donne), che ha chiesto direttamente a Carobbio come fosse possibile che non avesse percepito nulla di anomalo in un collega di Governo con cui si confrontava regolarmente.

Source: tio.ch (secondaria)

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