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Ticino · Pubblicato il 13 octobre

Chiamate shock agli anziani: tre arresti nel Mendrisiotto

Fermato a Chiasso un veicolo con targa ceca; i sospettati sono collegati a una truffa a Melano. Un altro raggiro è stato sventato.

Il municipio di Chiasso, località dove è stato fermato il veicolo sospetto. Foto d'archivio (2023), illustrativa: non ritrae l'operazione di polizia.
Il municipio di Chiasso, località dove è stato fermato il veicolo sospetto. Foto d'archivio (2023), illustrativa: non ritrae l'operazione di polizia. · Phyrexian / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Tre uomini sono stati arrestati il 07.10.2026 nell’ambito di un’inchiesta sulle «chiamate shock» ai danni di persone anziane. Lo comunicano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale nella nota del 13.10.2026: i sospettati sono due cittadini slovacchi, un trentanovenne e un ventottenne, residenti in Slovacchia, e un trentenne cittadino ceco residente in Repubblica Ceca.

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L’indagine è partita dalla segnalazione dei famigliari di una vittima alla Centrale comune d’allarme, dopo una truffa del 21.09.2026. Gli accertamenti della Polizia cantonale, con il supporto tecnico della Polizia Città di Lugano, hanno consentito di individuare un veicolo con targa ceca. Il 07.10.2026 i collaboratori dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini lo hanno fermato a Chiasso: nella perquisizione sono stati trovati contanti e oggetti di valore.

Infografica: Chiamate shock agli anziani: tre arresti nel Mendrisiotto
Infografica ti-web.ch

Secondo le autorità, i tre uomini sono sospettati di aver partecipato a una truffa avvenuta quella mattina a Melano. Un’ulteriore segnalazione di un tassista e il supporto della Polizia Città di Mendrisio hanno inoltre permesso di sventare un raggiro che stava per compiersi nel pomeriggio.

Il meccanismo descritto nel comunicato consiste nel fingersi un nipote bisognoso di cure urgenti e chiedere con insistenza denaro per spese mediche. La pressione esercitata e il poco tempo prospettato alle vittime le hanno indotte a consegnare alcune migliaia di franchi e oggetti preziosi custoditi in casa, riferisce la Polizia cantonale.

Le ipotesi di reato sono ripetuta truffa e infrazione alla Legge federale sugli stranieri. Il comunicato riferisce che la misura della libertà è stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. L’inchiesta, coordinata dalla Procuratrice pubblica Veronica Lipari, dovrà stabilire l’eventuale coinvolgimento dei sospettati in altri raggiri sul territorio cantonale. La Polizia segnala una recrudescenza di queste truffe nelle ultime settimane e rimanda ai consigli di prevenzione sul proprio sito.

Source: Ministero pubblico e Polizia cantonale ↗