Ticino · Pubblicato il 20 septembre
Dall’alto contro le fiamme: il racconto del pilota ticinese Rocco Pedrazzini
Dietro ogni intervento aereo negli incendi boschivi c'è il coordinamento tra piloti, tecnici e squadre di terra. Il racconto del trentenne ticinese dopo il maxi rogo a Como.

LOCARNO — Rocco Pedrazzini sceglie una metafora cinematografica per raccontare cosa c'è dietro lo spegnimento di un incendio: «In un film ci sono gli attori in primo piano. Ma dietro c’è l’impegno e la fatica di tante persone che consentono di raggiungere il risultato». Se dall'alto sono gli elicotteri a catturare l'attenzione, a terra si muove una macchina complessa fatta di vigili del fuoco, tecnici e squadre di soccorso. È il lavoro di squadra a permettere di fermare le fiamme, come quelle che hanno colpito il monte Goi e che il trentenne ticinese, a bordo del suo elicottero, ha contribuito a domare.
Nel mondo dell'aviazione da 15 anni, Pedrazzini ha iniziato nel 2011 con gli alianti, diventando istruttore nel 2017 e assumendo dal 2018 la direzione della scuola di volo del Gruppo Volo a Vela Ticino. Sempre nel 2017 ha iniziato a volare sugli elicotteri. Oggi è istruttore e pilota e, con la sua azienda, partecipa a diverse operazioni di protezione civile e antincendio boschivo, oltre ad attività di ricerca di velivoli dispersi e supporto in caso di catastrofi.
Nel giorno di Ferragosto, Rocco è intervenuto a Como con il suo AS350 mentre il rogo era in fase di contenimento: «Quando veniamo allertati, siamo una squadra composta da due persone: un pilota e un tecnico. Riceviamo le coordinate dell'incendio e ci rechiamo sul posto». Il loro compito è lo spegnimento dal cielo, diretti dal direttore delle operazioni di spegnimento (DOS). L’intervento a Como è durato circa sei ore, con sganci di circa 800 litri d’acqua a ogni lancio.
Il rogo nel Lario ha bruciato un’area compresa fra i 23 e i 30 ettari di montagna, vedendo al lavoro 180 vigili del fuoco e portando all'evacuazione temporanea di 50 persone. Dal cielo sono stati effettuati 1'022 sganci d’acqua con elicotteri del sistema regionale AIB, mezzi dei vigili del fuoco e Canadair, per un totale di 1'083'000 litri.

«Più l'incendio è grande, maggiore è l’importanza di individuare le aree critiche, per esempio quelle in cui ci sono edifici in pericolo - spiega il pilota -. Sapere di poter contribuire a salvare delle abitazioni dà un senso concreto al proprio lavoro. Noi forniamo un supporto dall'alto, ma dietro il nostro intervento c'est un enorme lavoro delle squadre a terra: per questo il lavoro di squadra è fondamentale».