Svizzera · Pubblicato il 27 septembre
Dopo il No all'iniziativa sulla neutralità, scontro politico sul voto per le armi
Bocciata l'iniziativa dell'UDC sulla neutralità, i partiti e le associazioni spostano il confronto sulla votazione del 29 novembre sulla legge sul materiale bellico.

BERNA - Archiviata la votazione sull'Iniziativa sulla neutralità promossa dall'UDC e bocciata dall'elettorato, il dibattito politico si sposta immediatamente sull'appuntamento del prossimo 29 novembre. In quella data il popolo svizzero sarà chiamato a esprimersi sulla modifica della legge sul materiale bellico.
Il PLR ha salutato l'esito delle urne come un segnale di lungimiranza, sostenendo che una difesa credibile richiede collaborazioni internazionali e un'industria bellica nazionale funzionante. Sulla stessa linea Economiesuisse ha evidenziato che un'industria degli armamenti e dei beni a duplice uso efficiente è essenziale per mantenere in Svizzera competenze critiche e rafforzare la capacità di difesa. La revisione legislativa consentirebbe a uno Stato partner di ricevere materiale bellico elvetico anche se coinvolto in un conflitto armato, introducendo norme meno restrittive per le riesportazioni.
Forte opposizione giunge dai Verdi. La consigliera nazionale Sibel Arslan ha dichiarato che «chi non vuole la guerra deve impedire le esportazioni a parti in conflitto», confermando l'impegno del partito per il no alla revisione. Anche il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) ha criticato le posizioni sulla promozione delle esportazioni di materiale bellico.
Sul fronte del sì al risultato odierno, la consigliera agli Stati Marianne Binder-Keller (Il Centro) ha definito la bocciatura dell'iniziativa un segnale ai Paesi vicini dell'appartenenza della Svizzera all'architettura occidentale dello Stato di diritto. Il consigliere nazionale Fabian Molina (PS) ha rimarcato come il risultato rappresenti una conferma della politica sanzionatoria, mentre Travail.Suisse ha evidenziato la tutela delle relazioni commerciali con l'Unione Europea.
Tra i promotori dell'iniziativa bocciata, la granconsigliera bernese dell'UDC Stephanie Gartenmann ha assicurato che il comitato continuerà la sua battaglia e seguirà con attenzione l'operato del ministro degli esteri Ignazio Cassis. Il consigliere nazionale Yvan Pahud (UDC) e il presidente di Pro Svizzera Stephan Rietiker hanno evidenziato che la consultazione ha comunque aperto una discussione fondamentale sulla cooperazione militare.