Svizzera · Economia · Pubblicato il 26 septembre
Eventi estremi, a rischio la sostenibilità dei premi assicurativi agricoli
Grandine Svizzera stima risarcimenti fino a 170 milioni di franchi per il 2026 e avverte sul rischio di rincari insostenibili per le aziende agricole se la frequenza dei danni non si ridurrà.

Il settore agricolo svizzero e le compagnie di assicurazione rischiano di dover affrontare pesanti ripercussioni finanziarie se gli anni caratterizzati da caldo estremo e siccità diventeranno la norma. A lanciarlo è Adrian Aebi, direttore dell'assicurazione Grandine Svizzera, che in un'intervista rilasciata alla Neue Zürcher Zeitung ha prefigurato un'enorme perdita finanziaria per il gruppo nel corso del 2026.
Per l'anno in corso, Grandine Svizzera prevede di dover risarcire gli agricoltori con una somma complessiva che raggiungerà i 170 milioni di franchi. Sebbene un assicuratore sia in grado di assorbire i costi di singole annate sfavorevoli, la ripetizione frequente di eventi dannosi — ad esempio con cadenza triennale — renderebbe la situazione estremamente complessa e difficile da sostenere.

Le ripercussioni climatiche si stanno già facendo sentire sui raccolti: le colture seminate in primavera, fra cui barbabietole da zucchero, patate e mais, hanno registrato nel 2026 cali di resa che in diversi casi hanno toccato il 30%. A ciò si aggiungono le maggiori spese sostenute dai produttori per l'irrigazione dei campi e la manodopera supplementare.
In prospettiva, pur rimanendo la copertura assicurativa teoricamente accessibile, il continuo aumento dei sinistri rischia di spingere i premi a livelli insostenibili per le aziende agricole. Aebi sottolinea quindi la necessità di adeguare i prezzi dei prodotti agricoli e di incrementare gli investimenti nell'adattamento ai cambiamenti climatici, includendo l'adozione di varietà vegetali più resistenti alla siccità, il miglioramento dei suoli e l'efficientamento dei sistemi di irrigazione.