Svizzera · Pubblicato il 28 septembre
Iniziativa sulla neutralità: la netta bocciatura e la «batosta» per Christoph Blocher
L'ex consigliere federale è il principale sconfitto del referendum: il 70,2% dei votanti ha respinto il testo, mentre il sondaggio post-voto mostra che quasi un elettore UDC su tre ha votato contro.

ZURIGO — La netta bocciatura dell'iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera», che ha visto il 70,2% dei votanti respingere la proposta alle urne, rappresenta secondo i principali media svizzeri una «sconfitta personale» per l'ex consigliere federale Christoph Blocher. Il risultato consolida la linea del Consiglio federale e segna la terza battuta d'arresto dell'anno per l'UDC in ambito referendario.
Come sottolineato dalla «NZZ», l'iniziativa promossa dall'associazione Pro Svizzera e sostenuta dall'UDC non ha trovato lo spazio sperato nonostante un'imponente campagna finanziata con quasi 4 milioni di franchi da Blocher. Per le testate del gruppo ESH («Le Nouvelliste», «ArcInfo» e «La Côte») e per «Le Temps», il verdetto delle urne costituisce una «magistrale batosta inflitta dal popolo», a dimostrazione che «una maggioranza popolare resta difficile da acquistare».
I dati del sondaggio post-votazione condotto da LeeWas per Tamedia e 20Minuten mettono in luce le spaccature interne al bacino elettorale democentrista: il 71% degli elettori UDC ha sostenuto la proposta, ma un significativo 29% — quasi un elettore su tre — si è espresso contro la linea del proprio partito. Tra i sostenitori delle altre forze politiche il rifiuto è stato quasi unanime, raggiungendo il 94% tra i simpatizzanti del Partito Socialista.

L'analisi demografica rivela che l'opposizione al testo è stata particolarmente marcata tra le fasce di popolazione più anziane, con il 79% di voti contrari registrato tra gli over 65. L'adesione all'iniziativa ha invece mostrato una correlazione con i livelli di reddito: tra i cittadini con un guadagno mensile inferiore ai 4'000 franchi, il tasso di favorevoli ha raggiunto il 41%.
Secondo l'analisi del «Blick», l'esito delle urne segnala una progressiva transizione all'interno dell'UDC e sposta ora l'attenzione sui prossimi grandi dibattiti di politica estera, a partire dal dossier relativo ai rapporti con l'Unione europea. Con questo voto il popolo elvetico ha confermato per la prima volta in modo esplicito la gestione della neutralità svizzera condotta dall'esecutivo federale.