Svizzera · Economia · Pubblicato il 24 septembre
Penale minorile, gli Stati dicono sì all'inasprimento delle pene detentive
La Camera dei Cantoni approva la stretta sulla carcerazione massima per i giovani colpevoli di reati gravi, ma boccia le altre misure più severe.

I minorenni colpevoli di reati gravi saranno giudicati con maggiore severità in Svizzera. Durante la sessione odierna, il Consiglio degli Stati ha adottato parzialmente una mozione promossa per inasprire il diritto penale minorile. Con 30 voti favorevoli, 12 contrari e un'astensione, la Camera dei Cantoni ha approvato l'aumento delle pene detentive massime.
Nel dettaglio, la privazione massima della libertà sale da quattro a sei anni per i giovani a partire dai 16 anni, mentre per i quindicenni il limite massimo passa da uno a due anni. Secondo il relatore della Commissione Daniel Jositsch, questa misura mira a consentire sanzioni adeguate nei confronti di quei pochi minorenni autori di gravi atti di violenza per i quali le misure attuali non hanno prodotto l'effetto auspicato.

L'atto parlamentare, originariamente depositato dalla consigliera nazionale Nina Fehr Düsel, conteneva tuttavia altre tre proposte di irrigidimento che sono state nettamente respinte dai «senatori» con 37 voti a 6. Gli Stati hanno bocciato l'introduzione di pene senza condizionale per i crimini gravi, l'esecuzione della pena in penitenziario in caso di scarsa cooperazione e la possibilità di applicare il diritto penale degli adulti nei casi più gravi.
Contrario all'intera mozione si è espresso il consigliere federale Beat Jans. Il Capo del Dipartimento di giustizia ha sottolineato che il sistema attuale gode di riconoscimento internazionale e che non esiste una correlazione statistica tra la severità delle condanne e la riduzione della recidiva. Ciononostante, il Consiglio federale dovrà ora allestire un progetto di legge basato sul punto accolto dal Parlamento.