Ticino · Economia · Pubblicato il 25 septembre
Piani regolatori in Leventina: Il Centro chiede soluzioni eque sulla Scheda R6
Durante l'assemblea distrettuale di Faido sono stati ratificati i quattro candidati al Gran Consiglio. Preoccupazione per i vincoli pianificatori federali e il rischio di spopolamento delle valli.

FAIDO — L'assemblea distrettuale de Il Centro di Leventina, riunitasi giovedì a Faido alla presenza di circa un centinaio di rappresentanti delle sezioni, ha ratificato la lista dei candidati al Gran Consiglio per le prossime elezioni cantonali. Ad accompagnare la ricandidatura del deputato uscente Alessandro Corti saranno Monica Gianelli, Luca Taglialatela e Albino Togni.
Nel corso dell'incontro, il presidente distrettuale Stefano Imelli ha tracciato il quadro della politica regionale, evidenziando il clima costruttivo e la proficua collaborazione tra i Comuni della valle. In particolare, Imelli ha richiamato gli effetti favorevoli delle recenti aggregazioni di Giornico e Quinto, che hanno saputo conferire nuovo slancio e capacità progettuale al comprensorio.
Ciononostante, il presidente ha espresso forte preoccupazione per il momento di incertezza che attraversa la politica cantonale. Imelli ha lanciato un richiamo al Cantone affinché le valli e le regioni periferiche non vengano penalizzate nelle future decisioni finanziarie, evitando l'introduzione di nuovi tagli, manovre di risparmio o il riversamento di oneri finanziari sulle casse degli Enti locali.
Il dibattito centrale della serata si è focalizzato sulla relazione del deputato Gianluca Padlina in merito alla scheda R6 del Piano direttore cantonale. La misura riguarda l'adeguamento dei piani regolatori comunali e il contenimento del sovradimensionamento delle zone edificabili imposto dalla legislazione federale sulla pianificazione del territorio.

L'assemblea ha evidenziato come un'applicazione rigida e burocratica della scheda R6 rischi di penalizzare gravemente i Comuni di montagna, già confrontati con una persistente crisi demografica. Limitare ulteriormente la capacità edificatoria rischia infatti di ostacolare l'insediamento di nuove famiglie e di congelare le prospettive di sviluppo economico della Leventina. Il partito ha quindi auspicato un approccio flessibile e proporzionato da parte delle autorità cantonali e federali.