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Svizzera · Economia · Pubblicato il 23 septembre

UBS: «Inasprimento sui requisiti di capitale, non è un compromesso»

L'istituto svizzero critica la decisione del Consiglio degli Stati che richiederebbe circa 33 miliardi di dollari di capitale CET1 aggiuntivo a seguito dell'integrazione di Credit Suisse.

Le sedi di UBS e Credit Suisse a Paradeplatz, Zurigo (foto d'archivio).
Le sedi di UBS e Credit Suisse a Paradeplatz, Zurigo (foto d'archivio). · Ank Kumar / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

ZURIGO - UBS ha espresso ferma contrarietà rispetto alla decisione adottata dal Consiglio degli Stati in merito ai nuovi requisiti di capitale per le banche di rilevanza sistemica. L'istituto elvetico ha avvertito che, se la misura dovesse essere confermata al termine dell'iter parlamentare in corso, si tradurrebbe in un ulteriore inasprimento della regolamentazione finanziaria svizzera, già considerata tra le più severe a livello globale.

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Secondo la nota diffusa da UBS, quanto stabilito dalla Camera dei Cantoni «non è un compromesso e non affronta le cause profonde del crollo di Credit Suisse». La banca sottolinea che la decisione ignora le preoccupazioni sollevate dalla maggior parte dei partecipanti alla consultazione pubblica, tra cui rappresentanti del mondo economico, associazioni dei lavoratori e diversi cantoni, oltre a non tenere conto dell'impegno finanziario sostenuto dagli azionisti di UBS per tutelare la piazza finanziaria elvetica attraverso l'acquisizione di Credit Suisse.

Sul piano finanziario, l'applicazione delle norme approvate dal Consiglio degli Stati comporterebbe per UBS l'obbligo di detenere circa 33 miliardi di dollari (pari a 27 miliardi di franchi) di capitale CET1 in più dall'operazione di integrazione. In particolare, il requisito proposto di coprire le partecipazioni estere con il 90% di capitale CET1 richiederebbe circa 16 miliardi di dollari (13 miliardi di franchi) di risorse aggiuntive, a cui si sommano circa 2 miliardi di dollari derivanti dalle misure a livello di ordinanza annunciate all'inizio dell'anno.

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L'istituto ricorda inoltre che circa 15 miliardi di dollari di capitale CET1 erano già stati precedentemente resi noti in base alla normativa vigente dopo l'acquisizione di Credit Suisse. Al contempo, le modifiche a livello di ordinanza ridurrebbero di circa 4 miliardi di dollari il capitale CET1 a livello di gruppo consolidato, portando il costo annuo complessivo derivante dall'acquisizione a circa 2,5 miliardi di dollari.

In vista dei prossimi passaggi legislativi, UBS ha dichiarato che continuerà a tutelare i propri interessi a lungo termine fornendo dati e analisi al dibattito politico, con l'obiettivo di sostenere una regolamentazione finanziaria proporzionata e allineata agli standard internazionali.

Source: UBS / Ticinonline (tio.ch) (secondaria)