Economia · Svizzera · Pubblicato il 25 septembre
Uno sgravio sul carburante? Berna dice no: «I prezzi alti incentivano a risparmiare»
Nessun intervento governativo in vista a fronte dell'impennata dei prezzi alla pompa di benzina. Il motivo? «Si rischia di danneggiare la capacità di resistenza dell'economia», conferma la SECO.

BERNA — Negli ultimi giorni il prezzo del diesel ha raggiunto il massimo storico. Anche la benzina costa ormai da tempo più di due franchi al litro. «Una catastrofe», «uno schifo», «una vergogna»: è questo il tenore dei commenti che si sentono in questi giorni alle pompe di benzina svizzere.
I costi del carburante pesano soprattutto su artigiani, agricoltori e pendolari. Le richieste di un sostegno pubblico si fanno sempre più insistenti e anche diversi parlamentari guardano al Dipartimento federale dell'economia, guidato dal presidente della Confederazione Guy Parmelin. Per lui, però, un intervento per alleggerire la situazione è escluso.
Il consigliere nazionale UDC Thomas Knutti, comproprietario di un'azienda di trasporti, ha criticato più volte la prudenza del Consiglio federale. «Avevo già chiesto misure di sgravio a marzo e a giugno ho presentato un'interpellanza, ma sono rimasto inascoltato».

Secondo la Confederazione, i prezzi elevati svolgono una precisa funzione economica. «Nel contesto attuale è fondamentale che i prezzi del carburante segnalino la scarsità: questo incentiva il risparmio, il ricorso ad alternative, l'aumento dell'efficienza e gli investimenti in soluzioni diverse», scrive la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), interpellata da 20 Minuten.
Intervenire, al contrario, togliere l'incentivo a premunirsi in modo autonomo e indebolirebbe così la capacità di resistenza dell'economia. La SECO vuole inoltre evitare misure «a pioggia».
L'autorità federale non indica una soglia precisa oltre la quale interverrebbe sui prezzi di diesel o benzina. A contare, spiega, è piuttosto l'andamento dell'economia nel suo complesso. In caso di rallentamento entrerebbero in gioco anzitutto l'assicurazione contro la disoccupazione e le indennità per lavoro ridotto.
«Ulteriori misure di politica economica andrebbero valutate solo in caso di una grave recessione imminente. Al momento, però, non ci sono segnali in questa direzione», precisa la SECO.
Per gli automobilisti quindi, almeno per ora, fare il pieno resterà caro.
Source: Segreteria di Stato dell'economia (SECO) / 20 Minuten ↗