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Sport · Ticino · Pubblicato il 20. September

27° Rally del Ticino, Kevin Gilardoni festeggia il settimo sigillo

Il pilota di Soazza vince per la settima volta sulle strade ticinesi al volante della Toyota Yaris GR, precedendo Kim Daldini e Stefano Miele.

Una Toyota Yaris impegnata in una prova di rally (foto d'archivio 2018)
Una Toyota Yaris impegnata in una prova di rally (foto d'archivio 2018) · Robrob42, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Kevin Gilardoni si riconferma l'assoluto dominatore del Rally del Ticino, conquistando il suo settimo successo nella manifestazione sulle strade di casa. In coppia con Corrado Bonato, il pilota della Movisport ha portato al trionfo la Toyota Yaris GR della Step Five, aggiungendo un altro primato al suo palmarès: i sette titoli complessivi sono stati infatti ottenuti al volante di ben cinque vetture differenti.

Infografica: 27° Rally del Ticino, Kevin Gilardoni festeggia il settimo sigillo
Infografica ti-web.ch

La vittoria non è stata tuttavia una passeggiata, in una gara caratterizzata da ritmi serrati e dall'avvicendamento di quattro vincitori diversi su sei prove speciali (Mella, Gilardoni, Daldini e Miele). Sul secondo gradino del podio si è piazzato il pilota di Cadempino Kim Daldini, che ha accusato anche una penalità per partenza anticipata, mentre il terzo posto è andato a Stefano Miele insieme a Debora Fancoli su Skoda RS.

Nonostante le insidie di una vettura turbo a tre cilindri e la partecipazione limitata a un solo rally all'anno, Gilardoni ha condotto una gara impeccabile senza prendere rischi eccessivi. Al traguardo il pilota ha dedicato il trionfo al padre Riccardo, ricordando i suoi primi passi sui kart all'età di tre anni.

Tra gli altri piazzamenti di rilievo figurano il quarto posto assoluto di Gauthier Hotz con Volluz su Skoda RS, il quinto di Thibault Maret con Louis Louka su Citroën C3 Rally2 e la sesta piazza dei leader di campionato Nicolas Lathion e Morgane Apothéloz. Nona posizione e vittoria tra le GT per l'equipaggio composto da Joël Rappaz e Gaëtan Aubry su Alpine A110.

Quelle: laRegione (secondaria)

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