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Ticino · Pubblicato il 11. September

Bagno pubblico di Bellinzona: Rusconi fa chiarezza dopo l'incontro con i docenti

Il granconsigliere Patrick Rusconi precisa che l'interrogazione non voleva colpevolizzare il corpo docente, ma chiedere procedure e responsabilità chiare agli enti competenti.

Il centro di Bellinzona. La gestione delle attività scolastiche al Bagno pubblico attende chiarimenti istituzionali
Il centro di Bellinzona. La gestione delle attività scolastiche al Bagno pubblico attende chiarimenti istituzionali · JoachimKohler-HB / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

«L’obiettivo dell’interrogazione non era quello di colpevolizzare il corpo docente o di mettere in discussione il loro impegno educativo». Lo dichiara il deputato PLR Patrick Rusconi a seguito di un incontro diretto con gli insegnanti di educazione fisica impegnati presso il Bagno pubblico di Bellinzona.

La vicenda nasce dalla decisione del corpo docente di non portare temporaneamente gli allievi nella struttura comunale. Una scelta scaturita dall'impossibilità di accedere dall'ingresso laterale utilizzato in passato e dalla conseguente necessità di far transitare le classi dalla cassa principale, sollevando interrogativi sulla gestione e sulla sicurezza.

Dal confronto diretto con gli insegnanti è emerso che la sospensione delle lezioni nella struttura non costituisce un rifiuto dello svolgimento dell'attività scolastica. I docenti hanno infatti scelto di diversificare temporaneamente le lezioni svolgendole in altri ambiti, in attesa che vengano chiarite inequivocabilmente le procedure e le relative responsabilità organizzative.

Secondo Rusconi, la palla passa ora alle istituzioni responsabili: la direzione scolastica, il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) e Bellinzona Sport. Tali enti sono chiamati a definire con precisione le modalità operative affinché allievi, docenti e gestori possano operare in un contesto sicuro.

L'interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato mantiene tuttavia il suo scopo formale: delineare le competenze ed evitare incertezze organizzative. «Ritengo corretto riconoscere le precisazioni emerse dal confronto diretto con i docenti», conclude il deputato.

Quelle: laRegione Ticino (secondaria)

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