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Svizzera · Pubblicato il 26. September

Certificati Covid falsi: ecco perché le indagini procedono a rilento

La protezione dei dati personali e l'elevata mole di procedimenti accumulati rallentano le inchieste della magistratura svizzera sui certificati falsificati durante la pandemia.

Il Palazzo federale a Berna. Le indagini della giustizia svizzera sui certificati Covid falsi proseguono a rilento a causa del carico di lavoro e della protezione dei dati.
Il Palazzo federale a Berna. Le indagini della giustizia svizzera sui certificati Covid falsi proseguono a rilento a causa del carico di lavoro e della protezione dei dati. · August Geyler, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

A distanza di tempo dalla fine dell'emergenza pandemica, la giustizia svizzera si trova ancora a dover smaltire numerosi procedimenti penali legati alla falsificazione dei certificati Covid. Tra i casi recentemente balzati alle cronache figurano l'inchiesta della Procura di Lucerna su Granit Xhaka, capitano della Nazionale che ha ammesso l'acquisto di un documento falso, e la condanna per falsificazione di test riguardante Breel Embolo, il cui procedimento risulta ormai concluso.

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Durante la pandemia sono state emesse migliaia di attestazioni irregolari su tutto il territorio nazionale. Nel solo Cantone di San Gallo, nel corso del 2021, le autorità ne hanno individuate oltre 8'000, mentre la Procura di Zurigo ha riferito di oltre mille procedimenti penali legati complessivamente alla situazione pandemica. Un bilancio nazionale completo non è tuttora disponibile, poiché diversi fascicoli restano aperti nelle varie giurisdizioni.

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Infografica ti-web.ch

Uno degli ostacoli principali riscontrati dagli inquirenti è rappresentato dall'architettura informatica del sistema federale dei certificati. L'Ufficio federale di informatica e telecomunicazioni ha infatti ricordato che i dati sanitari e lo stato vaccinale erano tutelati da rigorose norme di protezione della privacy, e che i nomi dei beneficiari non venivano inseriti in un database centrale. Di conseguenza, a fronte di anomalie in centri vaccinali o studi medici — come accaduto nel 2021 a Sciaffusa con centinaia di falsificazioni — gli investigatori hanno dovuto ricostruire i flussi partendo esclusivamente dai registri cartacei o locali eventualmente conservati sul posto.

A complicare il quadro si aggiunge il sovraccarico di lavoro delle magistrature cantonali. Come spiegato da Sven Zimmerlin, esperto di giustizia presso la Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), i ministeri pubblici accordano la priorità ai casi con imputati in detenzione preventiva o caratterizzati da reati di estrema gravità. I procedimenti sui certificati falsi, non rientrando di norma in queste categorie urgenti, vengono presi in esame secondo i tempi di smaltimento ordinari.

Quelle: Ticinonline (secondaria) ↗

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