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Sport · Svizzera · Pubblicato il 28. September

Falso certificato Covid: quali risvolti legali rischia Xhaka per il viaggio negli USA

L'utilizzo di un presunto attestato vaccinale falso durante la tournée dell'Arsenal nell'estate 2022 potrebbe comportare complicazioni burocratiche e d'ingresso per il capitano elvetico.

Granit Xhaka in campo con la maglia dell'Arsenal (foto d'archivio 2023).
Granit Xhaka in campo con la maglia dell'Arsenal (foto d'archivio 2023). · SonoGrazy / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Il presunto caso del certificato Covid falso riguardante Granit Xhaka potrebbe avere ramificazioni legali e amministrative anche negli Stati Uniti. Il capitano della Nazionale svizzera avrebbe infatti viaggiato oltreoceano nel luglio del 2022 per prendere parte alla tournée estiva con l'Arsenal, periodo in cui per i passeggeri aerei stranieri in ingresso negli USA vigeva la norma obbligatoria di esibire una prova vaccinale riconosciuta.

Secondo la valutazione dell'avvocato Fabian Teichmann, interpellato dal quotidiano 20 Minuten e ripresa da Ticinonline, l'episodio del viaggio negli Stati Uniti costituirebbe l'aspetto teoricamente più delicato della vicenda. Oltre alla regolarità del certificato, l'eventuale presentazione di informazioni non veritiere alle autorità americane al momento dell'ingresso nel Paese può configurare una violazione federale punibile, in linea di principio, con una pena edittale fino a cinque anni di reclusione. Il legale ritiene tuttavia che un'eventuale azione penale negli USA rimanga un'ipotesi remota e che non porterebbe a una pena detentiva effettiva.

Infografica: Falso certificato Covid: quali risvolti legali rischia Xhaka per il viaggio negli USA
Infografica ti-web.ch

Sotto il profilo temporale, il legale segnala una discrepanza tra le date degli spostamenti e la documentazione emersa: l'attestato attualmente al vaglio degli inquirenti indicherebbe come data della seconda dose di vaccino Moderna l'8 novembre 2022, ovvero diversi mesi dopo lo svolgimento della tournée estiva negli Stati Uniti. Tale elemento costituisce uno dei punti di approfondimento anche nell'ambito delle verifiche condotte in Svizzera dalla Procura di Lucerna.

Sul piano pratico, le ripercussioni principali per il calciatore potrebbero concentrarsi sull'accessibilità ai futuri viaggi negli USA. Le disposizioni statunitensi in materia di immigrazione prevedono l'inutilizzabilità del sistema di autorizzazione rapida ESTA per i cittadini che abbiano fornito dichiarazioni non corrette o fraudolente alle autorità di confine. Di conseguenza, per eventuali ingressi futuri negli Stati Uniti potrebbe rendersi necessaria la richiesta di un visto ordinario, il cui rilascio rimane soggetto alla valutazione discrezionale dei consolati americani.

Nel frattempo, in territorio elvetico prosegue l'inchiesta penale promossa dalla Procura di Lucerna, che vede indagati il giocatore e una dottoressa per il sospetto di falsità in certificati. Xhaka ha confermato di essersi procurato l'attestato e ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare pienamente con la magistratura, mentre la Federazione svizzera di calcio ha concordato con l'atleta la non convocazione per i prossimi impegni della Nazionale.

Quelle: 20min.ch / Ticinonline (secondaria) ↗

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