Svizzera · Economia · Pubblicato il 21. September
Ecco PIA, l'IA che scrive gli interventi per i parlamentari svizzeri
I deputati delle Camere federali testano da una settimana uno strumento esclusivo di intelligenza artificiale sviluppato su misura per analizzare atti e redigere mozioni in sicurezza.

SVIZZERA - I membri del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati dispongono da una settimana di un nuovo strumento di intelligenza artificiale sviluppato per il lavoro parlamentare. Si chiama PIA, acronimo di «Parlamenti Intelligentia Artificialis», ed è stato introdotto in via sperimentale per assistere i deputati nella redazione di interventi, discorsi e nell'analisi dei documenti di commissione.
L'applicazione è stata sviluppata su richiesta della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale. La particolarità di PIA risiede nel trattamento dei dati: a differenza dei comuni modelli commerciali, la memorizzazione avviene in Svizzera tramite la rete di Swisscom e i dati immessi non vengono impiegati per l'addestramento dei modelli. I Servizi del Parlamento sottolineano come lo strumento risponda a elevate esigenze di protezione e sovranità dei dati.
In concreto, i deputati possono inserire in PIA documenti delle commissioni fino al livello di classificazione «Interno» compreso, mentre restano tassativamente esclusi i documenti classificati come «Riservato» o «Segreto». Per la fase pilota, il budget previsto ammonta a un massimo di 150'000 franchi in funzione dell'intensità d'uso, cifra interamente coperta dalle risorse IT già esistenti dei Servizi del Parlamento.

Tra i parlamentari che stanno testando lo strumento vi è il consigliere nazionale bernese Reto Nause (Il Centro), che definisce PIA «fantastica» per la capacità di fornire spunti legislativi veloci. Entusiasta anche l'imprenditore IT e consigliere nazionale friburghese Gerhard Andrey (I Verdi), il quale evidenzia come lo strumento lo sollevi da mansioni ripetitive e sia stato realizzato in modo pragmatico con risorse open source.
Non mancano tuttavia le posizioni critiche. Il consigliere nazionale sciaffusano Thomas Hurter (UDC) esprime forte scetticismo, ricordando che i cittadini scelgono rappresentanti per pensare autonomamente e paventando il rischio di un uso acritico delle risposte dell'IA. Hurter ha già dichiarato che non utilizzerà lo strumento né in ambito parlamentare né privato, criticando inoltre i costi del progetto a carico dei contribuenti.
Quelle: tio.ch / 20 Minuten (secondaria) ↗ · Servizi del Parlamento ↗