Ticino · Pubblicato il 16. September
Gran Consiglio, niente discussione generale sulle interpellanze del caso Zali
Il parlamento ticinese ha deciso di non aprire un dibattito generale dopo le risposte del Consiglio di Stato, lette in aula da Marina Carobbio Guscetti.

Nel pomeriggio dedicato alle interpellanze, il Gran Consiglio ticinese ha affrontato la discussione legata al caso che coinvolge il consigliere di Stato dimissionario Claudio Zali. Alla ripresa dei lavori parlamentari, l'Esecutivo ha risposto agli atti stilati dai deputati, ma la proposta di avviare una discussione generale approfondita sull'intera vicenda è stata respinta dall'aula.
A prendere la parola a nome del Governo è stata la presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti, la quale ha ripercorso le decisioni prese dall'Esecutivo a partire da luglio. Tra queste figurano la richiesta a Zali di rinunciare alla responsabilità della Magistratura e della Polizia cantonale, poi al ruolo di presidente del Governo e infine alla direzione del Dipartimento del territorio. Carobbio Guscetti si è scusata per il tempo intercorso nella risposta all'interpellanza di Pino Sergi (Movimento per il Socialismo), presentata il 31 marzo 2025 e poi trasformata in interrogazione.
Nel suo intervento, la presidente del Governo ha ribadito il principio di separazione dei poteri e l'indipendenza della Magistratura, sottolineando che l'Esecutivo non deve esprimere pareri su questioni oggetto di procedimenti giudiziari in corso. Relativamente alle comunicazioni verso l'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), il Governo ha valutato che sia i membri del Consiglio di Amministrazione sia la linea gerarchica dell'EOC abbiano gestito la segnalazione ricevuta nel rispetto delle proprie competenze e responsabilità.
Nonostante l'interesse suscitato dai diversi atti parlamentari, la decisione del Gran Consiglio di non concedere la discussione generale ha chiuso il confronto in aula su questo capitolo, lasciando la parola agli accertamenti della Magistratura per gli aspetti giudiziari ancora aperti.
Quelle: laRegione Ticino (secondaria) ↗ · RSI Radiotelevisione svizzera (secondaria) ↗