Svizzera · Ticino · Economia · Pubblicato il 15. September
Il Gran Consiglio approva il Piano energetico cantonale ma stralcia l'obbligo di fotovoltaico
Il Parlamento ticinese ha dato luce verde al PECC con 56 voti favorevoli dopo tre ore di dibattito, eliminando tuttavia l'obbligo dei pannelli solari per coperture ed edifici oltre i 300 metri quadrati.

Il Gran Consiglio ha approvato il Piano energetico e climatico cantonale (PECC) al termine di un acceso dibattito in aula durato oltre 3 ore. Il complesso legislativo ha ottenuto la luce verde con 56 voti a favore, 26 contrari e 2 astenuti. In precedenza, il plenum aveva accolto le conclusioni del rapporto commissionale di maggioranza n. 8467R1 con 55 voti favorevoli, 27 contrari e un’astensione, concedendo anche un credito quadro di 2 milioni di franchi per l’esecuzione dei provvedimenti prioritari con 50 voti favorevoli, 25 contrari e 4 astensioni.

La discussione si è accesa sull’esame di circa 50 emendamenti. I nodi principali hanno riguardato l'obbligo di installare impianti fotovoltaici in caso di risanamento dei tetti e, dal 2045, per gli edifici con superficie superiore a 300 metri quadrati. Con l'approvazione degli emendamenti presentati da Gabriele Ponti (PLR) e Alain Bühler (UDC), l'obbligo è stato definitivamente stralciato dalla legge.
La decisione ha suscitato un forte scontro politico in aula. Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha criticato la modifica, sottolineando che «lo stralcio è lo snaturamento della proposta già arrivata dopo un compromesso raggiunto in commissione». Di parere opposto il Gruppo PLR, che ha rivendicato la scelta per «limitare o eliminare obblighi e automatismi, evitare investimenti sproporzionati negli edifici esistenti e garantire maggiore flessibilità laddove i costi degli interventi risultano eccessivi».
Dai banchi dei partiti si sono levate reazioni contrastanti. Il relatore di maggioranza Massimo Mobiglia (PVL) ha evidenziato come «con questa Legge sull'energia facciamo un passo verso la decarbonizzazione e restiamo fermi per quanto riguarda la produzione di energia rinnovabile». Critici anche i Verdi con Matteo Buzzi, che ha parlato di «molti peggioramenti rispetto al rapporto di maggioranza», e il PS con Simona Buri. Sul fronte opposto, Sergio Morisoli (UDC) ha motivato il voto contrario affermando che «i piccoli proprietari e gli anziani dovranno vendere la casa per assecondare il piano energetico cantonale», mentre Pino Sergi (MPS) ha criticato la «miseria della politica di concertazione».
Il Piano energetico e climatico cantonale era stato originariamente presentato nel febbraio 2023 dal consigliere di Stato Claudio Zali. Dopo il messaggio governativo del luglio 2024 e due anni di approfondimenti da parte della Commissione ambiente, territorio ed energia, la legge entra in vigore alleggerita dai vincoli solari ma con lo stanziamento di 2 milioni di franchi per l'esecuzione dei provvedimenti prioritari.