Ticino · Pubblicato il 20. September
Inverno 2026 più caldo della storia? L’esperimento di MeteoSvizzera fa riflettere
A Locarno Monti si è tentato di ipotizzare che stagione potrebbe essere, nel caso in cui venisse ereditato il caldo dell'estate 2026.

LOCARNO — «Questo contributo vuole essere uno spunto di riflessione. Il cambiamento climatico non si manifesta solamente durante le estati eccezionalmente calde, quando i suoi effetti sono immediatamente percepibili, ma interessa tutte le stagioni, anche quando le sue conseguenze sono meno avvertibili nella nostra vita quotidiana».
Queste parole di MeteoSvizzera concludono il post pubblicato sul blog ufficiale dai meteorologi del centro di Locarno Monti e introducono un interrogativo centrale: «E se il prossimo inverno ereditasse il caldo dell'estate 2026?». La stagione estiva appena archiviata si è distinta per temperature costantemente superiori alle medie stagionali, registrando a Lugano anomalie medie di circa 2,6 gradi per le minime e 3,8 gradi per le massime rispetto al periodo di riferimento 1991-2020.

Per analizzare lo scenario, gli esperti di MeteoSvizzera hanno condotto un esperimento numerico applicato al clima: utilizzando i dati climatologici invernali di Lugano del trentennio 1991-2020, hanno traslato sulle temperature invernali le medesime anomalie termiche misurate giorno per giorno nell'estate 2026. L'anomalia del 1° giugno è stata sommata alla media del 1° dicembre e così via per l'intero trimestre fino a febbraio.
Il quadro risultante prospetta un inverno straordinariamente mite, le cui temperature simulate superano per gran parte del trimestre persino quelle dell'inverno 2024/25, attualmente considerato il più caldo mai registrato a Lugano dall'inizio delle misurazioni storiche nel 1864.
Da Locarno Monti precisano tuttavia che si tratta di un esercizio puramente illustrativo e non di una previsione meteorologica o di uno scenario fisico realistico. Tuttavia, l'esperimento evidenzia l'impatto che il riscaldamento globale ha su tutte le stagioni, sollevando interrogativi significativi per settori chiave come gli sport invernali e la gestione delle risorse nevose.